E’ tornata la Roma! Cancellata la Juventus con Pjanic e Dzeko (2-1)

unnamedSu il sipario, finalmente. La Roma che non ti aspetti, o forse il Garcia che non ti aspetti. La squadra va in campo rinnovata negli uomini, nelle mansioni, ma soprattutto nella dterminazione e nell’atteggiamento, quello che non avevamo visto a Verona e nella second aparte della scorsa stagione. La Juve non esiste, spazzata via al di là del risultato. Vorremmo vederla sempre così: chiediamo troppo?
Un primo tempo da applausi, con un ottima Roma, una Juventus prepotente e nervosa e un arbitro distratto. La prima prodezza è proprio di Rizzoli che non vede (?) un fallo da rigore di Mandzukic su Florenzi: l’orologio si era avviato da 35 secondi e il fischietto bolognese evidentemente era disattento (?). Vialli sentenziava “rigore indiscutibile”, se lo dice Vialli… Garcia con quella squadra rivoluzionata aveva chiesto determinazione e affondi e così è stato: quarantacinque minuti tutti giallorossi, con gol sfiorato nei minuti iniziali (prima Florenzi e poi Iago Falque) cui faceva seguito il palo colpito da Pjanic, e l’avversario incapace di creare una sola occasione. Per Szczesny due uscite alte, nemmeno ordinaria amministrazione.
La formazione funzionava come nessuno s’aspettava, così sfrontata e imprevedibile. Stavolta garcia aveva percorso una strada sconosciuta: fuori Castan con de Rossi accanto a Manolas; Florenzi confermato a destra e l’esordio di Dine (molto bene) a sinistra, con Keita a far compagnia a Nainggolan e Pjanic, mentre Iago falque veniva preferito (giustamento) all’inesistente Gervinho di Verona, stavolta in panchina, accanto a Totti che pure molti avevano azzardato titolare.
La ripresa dimostrava che non si trattava di un fuoco di paglia. Stessa determinazione della squadra che Garcia voleva sempre offensiva, ed ecco allore le occasioni per Dzeko e Nainggolan, con Buffon più che mai numero uno nell’annullare i tentativi. Tra le due occasioni, la perla di Miralem Pjanic che su calcio pizzato lasciava proprio Buffon impietrito, accendendo l’Olimpico, che non aspettava altro. Di costante c’erano anche gli errori di Rizzoli, che risparmiava un secondo cartellino rosso prima a Pogba (solare e insolente la sua protesta) e poi a De Rossi, anticipando il rientro negli spogliatoi ad Evra, colpevole di due falli da giallo nello spazio di pochi secondi.
Si apriva la parentesi di Edin Dzeko, il più atteso. Il corazziere schiantava la difesa bianconera salendo in cielo a raccogliere l’ennesimo cross di Iago Falque (ribadiamo: è un delitto lasciarlo fuori); saliva in cielo, azzerando Chiellini e deviando in rete in quell’angolo in cui Buffon non sarebbe mai potuto arrivare. Olimpico in delirio, nemmeno il tempo di stupirsi per l’ingresso di Iturbe (sì, Iturbe) e il redivivo Cuadrado. Sipario? Assolutamente no, perché la Roma non riesce mai, o quasi mai, a godersi un trionfo fino in fondo e a tre minuti dalla fine si complica la vita mandando in gol Dybala! 622_307d5e56-3275-33b4-b3e7-0a160efa4eed

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