Szczesny, Dzeko, Salah, ma soprattutto Garcia: la serata degli orrori a San Siro

Era proprio la notte di Halloween, la serata degli orrori. A San Siro ne combinano di tutti i colori, è la sagra dell’autolesionismo. Pensiamo alla distrazione fatale di Szczesny sul rasoterra di Medel (il puffo che segna il primo gol in Italia…); pensiamo all’inesistente partita di Maicon (i vecchi tifosi neroazzurri ringraziano); pensiamo alla latitanza incomprensibile di Dzeko; pensiamo agli errori di salah in zona-gol; pensiamo al fallimento dell’esame forse più delicato di questo primo scorcio di stagione; pensiamo per l’ennesima volta alle scelte di Garcia. Lo abbiamo scritto e lo ribadiamo: saremmo felici di poterci pentire circa lo scetticismo che nutriamo nei confronti dell’allenatore francese, ma anche a Milano non abbiamo condiviso alcuna scelta.
Ci limitiamo alle sostituzioni operate: Florenzi che lascia il posto a Iago Falque, col fantasma di Maicon che resta in campo. Quando poi Pjanic lascia la squadra in inferiorità numerica, il francese chiama il connazionale Vainqueur in campo a sostituire Dzeko. Sì, Dzeko, che per quanto fuori fase, poteva essere l’unica arma aerea da poter sfruttare contro la gagliarda difesa interista, che Mancini aveva predisposto al meglio. Nei minuti finali, come sottolineavano anche i commentatori televisivi, la Roma si affidava al gioco acrobatico di Rudiger e Manolas: possibile che Dzeko non poteva tornare utile?
L’Inter non entusiasma, ma raccoglie sempre più di quanto semina. Cinica, solida, efficace: così Vialli ha riassunto le caratteristiche della squadra del vecchio amico Mancini. La Roma è il suo contrario: non è cinica, non è solida, non è efficace. Anche a San Siro sbaglia diverse palle gol, ma alla fine deve piangere soprattutto sui propri errori. Cosa accadrebbe con “un” Mancini sulla panchina giallorossa? Preferiamo non rispondere. Garcia e la Roma hanno iniziato come peggio non avrebbero potuto questa settimana santa: mercoledì c’è il Bayer in Champions, domenica il derby con il primato in classifica che è volato via. Può andare peggio di così? Il bicchiere forse non era mezzo pieno, speriamo di non ritrovarlo del tutto vuoto. Caro Mister, sveglia!

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