Garcia non pensa a dimettersi; la Società sbaglia ad aspettare la Champions…!

Sarebbe meglio se Rudi Garcia trovasse il coraggio di dimettersi oppure che a trovare il coraggio fosse la Società nell’invitarlo a rientrare in Francia anzitempo? Siamo convinti di una sola cosa: Rudi Garcia non può e non deve restare sulla panchina giallorossa, se non vuole cancellare quanto di buono ha fatto durante la sua permanenza nella capitale. Il tempo è scaduto e francamente sarebbe ingiusto aspettare lo spareggio-Champions con il Bate Barisov il 9 dicembre: a nostro modesto avviso la partita con i bielorussi dovrebbe rappresentare un eventuale trampolino di lancio per il sostituto del tecnico transalpino e non l’ultima spiaggia per Rudi.
Garcia è uomo di calcio e in quanto tale sa quale è il momento di cambiare il proprio destino e quello della squadra e fare un passo indietro talvolta è importante quanto gestire un’avventura fatta di risultati esaltanti. Il tempo è scaduto e il capitombolo con l’Atalanta non è che l’ultimo anello di una catena che ha finito con lo strangolare la squadra, nonostante fosse giudizio unanime che proprio la Roma era la favorita in chiave-scudetto e che l’acquisto di Dzeko potesse rappresentare la svolta tecnica. Così non è stato.
“Deciderà Pallotta dopo Roma-Bate Borisov”: ha detto Angelo Mangiante dall’Olimpico e da studio Marocchi ha subito obiettato, giustamente, che non ha senso aspettare una partita se dietro quella gara non c’è un progetto. Proprio così, non c’è progetto e affidarsi ancora a Garcia è forse la scelta peggiore.
Ascoltandolo dopo la partita siamo ancora più preoccupati perché l’ultimo dei pensieri del tecnico è quello di mollare. Anzi, è convinto di poter andare avanti e di recuperare il terreno perduto. Insomma, ad andarsene non ci pensa proprio, minimizza quanto sta accadendo, dice che bisogna lavorare e stare zitti. Secondo noi bisognerebbe fare tante altre cosa, ma come abbiamo detto e ripetuto, il tempo è abbondantemente scaduto. Ma forse a Trigoria nessuno se n’è accorto.

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