Chi dopo Garcia? 5 in lista, ma solo con Ancelotti si può diventare grandi…

Mazzarri, Prandelli, Spalletti, Capello, Lippi: secondo il sito della Gazzetta dello Sport sarebbe questa la cinquina nelle mani e nella testa di Walter sabatini, che pure manifesta pubblicamente profonda stima nei confronti di Rudi Garcia. A dar retta a ciò che dice il direttore sportivo ai microfoni delle tv, satellitari e non, il tecnico francese non corre alcun rischio e questa certezza potrebbe venir meno solo in caso di clamorosa eliminazione in Champions League, dopo lo spareggio con il bate Borisov all’Olimpico, il prossimo 9 Dicembre.
In altra sede spieghiamo come sarebbe opportuno accelerare il cambio di timone, per consentire al nuovo tecnico di trarre slancio e motivazioni proprio dalla possibile qualificazione nel più importante torneo dell’Uefa. Ha ragione De Rossi a dire che sarebbe “da infami” gettare la croce addosso al Mister, addossandogli tutte le responsabilità della crisi. Ma è altrettanto vero che la squadra, per quanto si proclami al fianco dell’allenatore a parole, poi sul campo va per conto proprio e allora delle due l’una: o Garcia non riesce più a farsi capire, oppure i giocatori non riescono più a capirlo. In entrambi i casi cambiare sarebbe il minimo.
Ma veniamo al dopo. Diciamo subito, e a chiare lettere, che se la Roma deve sostituire l’attuale tecnico con Mazzarri, beh, si tenga pure stretto Garcia. Su Prandelli e soprattutto Spalletti non potremmo che esprimere giudizi positivi, mentre Capello e Lippi danno l’idea di appartenere ad un altro pianeta, forse il più lontano da quello attuale. E’ soltanto un’impressione, soprattutto nei confronti di Capello per il quale abbiamo sempre manifestato una stima illimitata. Il nostro candidato non è nella cinquina, con lui probabilmente la Roma farebbe tombola: si tratta di carlo Ancelotti che volendo potrebbe liberarsi anche domani mattina, ma che probabilmente ha già impegni dui tutt’altro rango (Bayern Monaco, Chelsea, tanto per non fare nomi). Aspettiamo, anche perché se davvero la Roma ha toccato il fondo, non potrà che risalire…

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