Umar Sadiq, l’unica “luce” nella settimana nera della Roma

Nella settimana nera della Roma, cominciata sotto la torrenziale pioggia di Bologna, continuata con l’imbarcata del Camp Nou e terminata con il naufragio interno contro l’Atalanta, c’è una nota lieta: Umar Sadiq. Il nigeriano, nonostante la poca propensione di Garcia a gettare nella mischia giocatori giovani e privi di esperienza, ha convinto a suon di gol il tecnico francese che, come estremo tentativo, ha deciso di affidarsi a lui per cercare di portare in salvo una nave, quella giallorossa, che nel mezzo di una tempesta sembra condannata alla deriva. Ma questo non è che il primo grande riconoscimento nell’ancora embrionale storia dell’attaccante, che parte dalla Nigeria, passa per la Liguria e arriva nella capitale.

L’INTUIZIONE E L’ASSE LA SPEZIA-LAVAGNA – Il principio della vicenda è la grande intuizione del patron dello Spezia, Gabriele Volpi, che decide di impiantare una Football Academy ad Abuja, capitale federale della Nigeria, per scovare e portare in Italia i migliori talenti del Paese africano. Nel giro di pochi anni, la scuola calcio diventa una realtà efficiente e due ragazzi, Sadiq e Nura, vengono fatti arrivare nel Bel Paese, dove lo Spezia decide di “parcheggiarli” per un anno alla Lavagnese prima di concedergli la grande vetrina della Primavera. L’attaccante, autore di 24 gol in 26 presenze nel campionato giovanile, conduce per la prima volta il club ligure alle Final Eight, riuscendo a mettersi in mostra agli occhi di Sabatini che si convince a vestirlo di giallorosso.

UN NIGERIANO A ROMA – Nella città eterna Sadiq, come se nulla fosse cambiato, riprende il cammino interrotto ed in 9 presenze totalizza 13 gol. Gli attestati di stima di Garcia non tardano: arrivano le prime convocazioni e mentre la Primavera risente dell’assenza del suo bomber, i grandi vincono il derby e vivono la sosta delle nazionali sognando lo scudetto. Riprende il campionato e la Roma va a Bologna con il reparto offensivo in emergenza: i giallorossi vanno sotto nel punteggio ma rimontano. Peccato che quando i tre punti sembrano in cassaforte arrivi la doccia fredda: Destro, come in un film già visto, punisce i capitolini dagli undici metri: è 2-2 e manca poco al fischio finale. Quel rigore che condanna la squadra diventa la grande occasione di Sadiq: fa il suo esordio in A all’89’ ed in pochi minuti dà un assaggio delle sue qualità. I tifosi apprezzano, Garcia anche. Passano pochi giorni e arriva il pesante k.o. di Barcellona che inevitabilmente lascia delle scorie. I fantasmi del passato riemergono nel match contro l’Atalanta: Roma sotto di un gol in casa e alla disperata caccia del pareggio. Il mister francese non ci pensa due volte: al 61’ è ancora il turno del nigeriano, che pur non riuscendo a pungere, cerca con qualche spunto di emergere nello sterile reparto offensivo giallorosso. Nei pochi minuti accumulati, Sadiq ha dimostrato che, nonostante l’anagrafe, può già essere d’aiuto: ora la palla passa a Garcia…
Fonte: Marco Miele (romanews.eu)Articoli Correlati

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