La saga-Perotti e la telenovela-Sabatini: siamo proprio ai capolinea…!

Non sappiamo quanto potrà essere utile alla causa giallorossa Diego Perotti, ma se davvero dovesse approdare a Trigoria a tempo pressochè scaduto, i tifosi avrebbero di che lagnarsi. Non con il giocatore, naturalmente, visto che è l’unico che ha svolto un ruolo da spettatore, sicuramente interessato ma comunque spettatore. Le lamentele farebbero riferimento al modus operandi dei mercanti, ci si perdoni la definizione, cioè i Sabatini, i Preziosi e compagnia cantando. Di Perotti si parla da tanto, troppo tempo e la domanda che si è rinnovata di giorno in giorno è stata: ma perché la Roma non lo acquista?
Ovviamente non mancano gli alibi, da Doumbia che ha puntato i piedi diverse volte rifiutando questa o quella destinazione, al cambio dell’allenatore sulla panchina romanista. Ma proprio l’avvicendamento tra Garcia e Spalletti ha dimostrato di come Perotti fosse stato scelto a prescindere dal direttore sportivo. Alla resa dei conti, il genoano si è ritrovato sballottato da una voce all’altra, come un pacco che tutti vogliono ma nessuno prende (la sora Camilla lo avrebbe scelto come termine di paragone…).
Ma Perotti è anche l’ultima spiaggia di Walter Sabatini. Negli ultimi giorni si sono decuplicate le voci di un suo addio; c’è chi lo ha definito dimissionario e chi invece lo vuole sgradito ospite e come tale costretto a traslocare. Comunque vada, il diesse sembra aver un destino parallelo a quello di Rudi Garcia: tante luci, ma altrettante ombre con l’aggravante di vedere il buio aumentare senza che arrivasse un bagliore. A metà stagione la “vecchia” Roma sembra non esistere più e quella “nuova” non è ancora all’orizzonte. Mala tempora.
Prima di Roma-Frosinone il dg Baldissoni ha dichiarato: “«Sabatini via dalla società? Si leggono tante sciocchezze ogni giorno, una più o una meno non cambia». Queste le parole del dg della Roma, Mauro Baldissoni, prima del match contro il Frosinone. «La Roma doveva essere più in alto in classifica ma questo non vuol dire che bisogna fare sempre rivoluzioni. Il nostro ds è al suo posto e anche adesso sta lavorando per la Roma». Aspettiamo, anche Garcia non correva rischi…

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