La Roma non si ferma più: vince 3-1 a Empoli con doppietta di El Shaarawy e gol di Pjanic. Autogol di Zukanovic

Altro giro, altra Roma. Acciacchi più o meno palesi costringono Spalletti a rivedere l’assetto e soprattutto in difesa c’è una sorta di rivoluzione visto che Maicon conserva la fascia destra e Digne quella sinistra, ma al centro Rudiger ha in Zukanovic un partner insolito, mentre Manolas e Florenzi siedono in panchina, accanto a Dzeko costretto al forfait dell’ultimora causa attacco febbrile. A centrocampo si muovono Nainggolan, Keita e Pjanic, confortati da Perotti che deve cementare il dialogo con le due punte, Salah ed El Shaarawy. Un reparto offensivo assai leggero, su un campo reso assai pesante dalla pioggia caduta ininterrottamente per ore. Giampaolo non stava certo meglio visto che il giudice sportivo gli aveva scippato Tonelli e Saponara, due uomini chiave di un Empoli comunque assai temibile.
Premesse che quasi bloccano pronostici e previsioni, se non quella di un match comunque a fronte alta di entrambe le formazioni, visto il credo tattico dei due timonieri: Spalletti e Giampaolo si stimano e sanno di potersi giocare ogni carta senza che l’avversario si sorprenda. Ma il primo tempo scorre su quattro binari: i tre gol e il forzato cambio di Nainggolan con Iago Falque. Partiamo dalle reti, in particolare da quella da applausi di El Shaarawy: dopo cinque minuti il ‘Faraone’ s’inventa un gol dei suoi, quelli che lo vedono calciare da fuori colpendo il pallone con interno piede, in modo da imporre una virgola sulla quale non può arrivare Skorupski. Per la Roma è il decimo centro realizzato nei primi quindici minuti di gara.
La Roma piace. Per quanto l’Empoli si sforzi di fare pressing, i giallorossi sanno addomesticare ogni trama. Sembrano padroni del campo ma si sa quanto il calcio sia una scienza inesatta e mentre domina, subisce il pareggio. E’ una scena helzapopping, quelle che finiscono su House of Gag o Torta di Riso, le nuove versioni di Scherzi a parte: su un cross nemmeno troppo velenoso dalla destra Szczesny è puntuale nell’uscita e nella respinta con i pugni, ma il pallone centra prima la testa e poi il braccio di Zukanovic. Finisce con la sfera nel famoso sacco ed è 1-1.
Bisogna ripartire, ma dopo soli 4 minuti, al 26′, la Roma effettua il controsorpasso. C’è un calcio piazzato proprio al limite dell’area empolese conquistato da Perotti (di gran lunga il migliore); tocca a Pjanic che sbaglia completamente il primo tentativo, centrando la barriera, ma ha il tocco magico sulla ribattuta: rasoterra imprendibile per Skorupski. Spalletti non ha tempo di gioire perché c’è Nainggolan che continua a zoppicare e per quanto stringa i denti, deve arrendersi al 36′. Dentro Iago Falque. Si arriva al riposo senza paure.
Il tè negli spogliatoi sortisce sempre, o quasi, effetti insperati (e viceversa). La Roma torna in campo e riesce a mantenere gioco e ritmi per non più di cinque minuti, il tempo di vedere Skorupski negare ad El Shaarawy la rete del 3-1. Sarebbe stata quella della tranquillità, un toccasana, invece è l’inizio della sofferenza perché l’Empoli comincia a giocare e soprattutto a correre come non era riuscito a fare per poco meno di un’ora. Szczesny non corre grandi pericoli, ma si staziona sempre e comunque nella metacampo romanista, per questo Giampaolo decide di rischiare e manda in campo un altro attaccante, Livaia. Coraggio che viene meno a Spalletti: aveva praticamente deciso di buttare nella mischia Dzeko, ma ci ripensa perché vede la squadra contratta, quasi impaurita.
La fotografia delle difficoltà la scatta proprio l’allenatore romanista che fatto tornare al suo posto in panchina Dzeko, ecco optare per l’azzardo Manolas: esce Pjanic e la difesa si deve ricostruire, con Zukanovic spostato a destra. Ma anche in questo caso ecco le follìe del calcio, con l’Empoli che domina, la Roma trova davverop il terzo gol, ancora con El Shaarawy pronto a creare prima l’occasione da gol, servendo Salah, e poi fulminando i difensori toscani arrivando in anticipo sulla respinta corta di Skorupski. Il minuto è il 73′ e i cinquemila in curva fanno festa grande. Al 78′ l’egiziano esce, adesso sì che si può rischiare Dzeko…

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