Ventidue anni di Derby con il marchio Totti: domenica cala il sipario…?

Ventidue anni di derby, ma quello di domenica prossima sarà molto probabilmente l’ultimo. Francesco Totti e i tanti pensieri di una gara che lo ha sempre visto protagonista, e della quale è diventato, con 11 gol, il miglior marcatore di sempre. Lui, che altri due derby li vivrebbe molto volentieri da giocatore, costretto invece a scontrarsi con la volontà della società giallorossa, per nulla intenzionata a concedergli un’altra stagione. Dopo aver trascorso Pasqua e Pasquetta tra Nizza e Montecarlo con la famiglia, il numero 10 comincerà oggi, col resto dei compagni, a preparare la sfida contro una Lazio che vive l’appuntamento un po’ come la sua ultima spiaggia stagionale.
E anche per Francesco, che ieri ha festeggiato i ventitré anni dall’esordio in serie A (Brescia, 28 marzo 1993), sarà un’ultima spiaggia di sfottò cittadino alla quale approdare da calciatore, lui che il suo primo derby lo ha disputato il 6 marzo del 1994, quando aveva solamente 17 anni e a dargli fiducia era stato Mazzone. La Roma perse (1-0), ma da lì partì una storia infinita di rivalità: magliette, pollici versi, selfie, con quel record di gol da coccolare, e custodire gelosamente, sperando di magari poterlo aumentare proprio domenica. Sempre che Spalletti gli conceda l’occasione di scendere in campo contro i biancocelesti un’ultima volta. Pallotta dovrebbe tornare nella capitale a metà maggio, per la conclusione del campionato, e parlerà nuovamente con Francesco.

Fonte: LA REPUBBLICA (F. FERRAZZA)

Domenica 3 aprile può di diventare una data da segnare in rosso nella storia della Roma. Il prossimo derby con la Lazio, infatti, potrebbe essere l’ultimo della carriera di Francesco Totti. Dopo 41 giocati tra campionato (36) e coppe (5), più uno in amichevole, ed una serie di record – 14 vinti (compresi due in Coppa Italia), 11 gol al pari di Dino Da Costa – difficili da eguagliare, il capitano potrebbe ritrovarsi di fronte per l’ultima volta gli avversari di una vita.

Una gara che arriva poco dopo un’altra ricorrenza, quella dell’esordio in serie A: 23 anni (e un giorno) fa, il 28 marzo 1993, a Brescia Vujadin Boskov mandò in campo il ragazzino che non aveva ancora compiuto 17 anni, al posto di Ruggiero Rizzitelli, dando inizio alla storia. In città sono comparsi vari striscioni e i tifosi si sono sbizzarriti soprattutto sui social network, ma anche la Lega di Serie A ha voluto dedicargli un tweet in cui ha ricordato le 24 stagioni, le 594 gare e i 244 gol in campionato. Celebrazioni che però stonano con lo stato d’animo del giocatore, che ancora non sa quale sarà il suo futuro. Il botta e risposta a distanza col presidente James Pallotta ha portato ad una situazione di stallo sulla questione del rinnovo del contratto, che scade il 30 giugno.

Le posizioni sono chiare e in antitesi: il presidente lo vorrebbe dirigente a fine stagione, Francesco vorrebbe giocare un altro anno, nonostante sia consapevole che da LucianoSpalletti non riceverà nessun trattamento di favore. Nemmeno domenica, quando probabilmente si dovrà accomodare ancora una volta in panchina, vista l’abbondanza in un attacco in cui sta facendo fatica a trovare spazio anche Edin Dzeko. Proprio il centravanti bosniaco, su calcio di rigore (Totti era infortunato), aveva sbloccato la gara d’andata, vinta dalla Roma 2-0. In panchina c’era Rudi Garcia, che con la Lazio ha avuto un feeling particolare: 3 vittorie e 2 pareggi – compreso quello agguantato grazie ad una doppietta di Totti che festeggiò con «selfie» sotto la Sud – lo «score» del francese.

Fonte: G. Piacentini – Il Corriere della Sera

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