Nainggolan, Pjanic, Rudiger, Manolas: assalto ai pezzi forti. Se cominciamo con i “sacrifici dolorosi” è la fine!

L’Arsenal ha pronta l’offerta per Manolas, il Chelsea ne ha addirittura due in cassaforte destinate a Nainggolan e Rudiger, mentre il Bayern ha in cantiere quella per Pjanic: in buona sostanza a leggere i tam-tam quotidiani di mercato, la Roma sta per subire un vero e proprio assalto, con proposte a dir poco allettanti visto che si tratta sempre di affari che oscillano tra i 30 e i 40/45 milioni cadauno. Per ora sorride James Pallotta che una volta archiviato il caso-Totti, potrà concentrarsi proprio sugli affari, ponendo in cima alla lista dei desideri non già le aspettative di Luciano Spalletti bensì le plusvalenze che il dimissionario (?) Sabatini riuscirà ancora una volta a portare a casa. Anzi, in cassa.
Non c’è bisogno di qualche nostro anatema per bloccare la scellerata campagna di cessioni, anche perché proprio l’allenatore qualche giorno fa ha parlato chiaro a proposito del gap da ridurre per raggiungere le ambizioni e i risultati della Juventus: “Bisogna acquistare giocatori forti”. In buona sostanza, se non li avesse già nella rosa, probabilmente chiederebbe a Pallotta di fare qualche sacrifici per acquistare uno come Nainggolan, una coppia come quella formata da Manolas e Rudiger, o magari acquisire il cartellino di uno come Miralem Pjanic.
Fino ad oggi la Roma è rimasta sull’altalena, ha cioè saputo creare e distruggere con imbarazzante continuità. Oggi vorremmo che non si parlasse di Manolas e Rudiger, ma era la stessa speranza che nutrivamo ai tempi di Marquinhos e Benatia. Oggi siamo sicuri che Sabatini avrebbe potuto risparmiarci Gyomber, così come in passato avremmo fatto volentieri a meno di Kjaer e José Angel, piuttosto che Gago o Cole. Le basi per innalzare il potenziale tecnico della squadra ci sono, ma confessiamo che le prime parole che sentiremo uscire da Trigoria parlerannio di “sacrifici dolorosi ma inevitabili”.
Aspettiamo smentite.

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