Cafu continua a correre: dallo scudetto ai 150 bambini della sua Fondazione

Ha fatto la storia del calcio mondiale e anche della Roma, da padrone assoluto della fascia destra. Marcos Cafu, campione d’Italia nel 2001 in giallorosso, è intervenuto ai microfoni di Roma Radio. Queste le sue parole

Marcos, hai vinto tanti titoli in carriera…
Si, è vero. Ho vinto molto. Fa sempre piacere ricordare quei momenti.

Che ricordi hai della Roma?
Con la Roma ho un rapporto particolare, ho ancora amici extra campo. Non scorderò mai come sono stato accolto.

Che ricordo hai dell’anno dello scudetto?
Vincere con la Roma non è facile. Abbiamo fatto la storia del calcio romano. Al fischio finale dell’ultima partita ho capito che avevamo fatto qualcosa di grande. Vedere i romanisti felici è stato molto bello.

Che effetto ti fa vedere Totti giocare ancora?
Totti è un campione, simbolo della Roma. Vedere un giocatore a 40 anni correre e lottare è bellissimo perché solo noi che giochiamo sappiamo quando è giusto smettere. Io ho giocato fino a 38 anni e poi ho deciso di smettere. Il capitano Totti sa quello che deve fare.

Te lo ricordi il ‘sombrero’ a Nedved?
Certo, l’ho rivisto tante volte. Bello da vedere anche se Nedved era un grande giocatore, ma non poteva fare nulla in quel caso.

Di cosa ti occupi ora?
Ho la fondazione Cafu che lavora con 150 bambini e collabora con il governo brasiliano e poi due ditte. Non mi annoio! Appena posso torno a Trigoria con molto piacere.

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