Nessuno da Torino può dare lezioni, a cominciare dal mister juventino…

Soccer: Italian Supercoppa final match Juventus-Lazioconte Conte ha rialzato la cresta. Al termine della gara di Reggio Emilia col Sassuolo, passato lo spavento iniziale del gol di Zaza, il mister juventino non ha perso occasione per tornare sulla polemica a distanza con Rudi Garcia. Il “maestrino” è tornato a bacchettare il collega della Roma, ha rivoltato per l’ennesima volta la frittata verbale ed ha detto in maniera solare che le parole di Garcia fanno fare un passo indietro “alla cultura” del calcio italiano.
Il mister in bianco e nero ha chiuso l’armadio personale, quello pieno zeppo di scheletri. Il “maestrino” ha dimenticato che in Italia sono pochi gli allenatori che non possono bacchettare e dare lezioni e in cima alla lista c’è un solo nome: Antonio Conte. Sul suo curriculum o, peggio ancora, sulla sua fedina penale (sportiva) c’è una squalifica per omessa denuncia a proposito di un incontro disputato dalla squadra che lui allenava (il Siena). Una squalifica passata in giudicato e se si fosse in campo civile si parlerebbe di Conte come di un pregiudicato (sportivo, naturalmente)!
Facciamo punto. La Juventus vincerà il suo terzo scudetto consecutivo, quindi giù il cappello. Lasciamo stare le polemiche, gli aiutini e la cultura che retrocede o avanza a seconda dei punti di vista. Nella festa bianco e nera Conte avrebbe potuto e dovuto guidare la truppa. Sarà meglio se si accomoderà in coda. A Reggio Emilia ha rialzato la cresta. Anzi, come hanno urlato ieri i tifosi romanisti alla radio, il parrucchino.
PS: alla voce “pregiudicato” su Wikipedia si legge: “E’ pregiudicato chiunque sia già stato condannato definitivamente a vario titolo nel corso di un procedimento…”.

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