Spalletti e le radio romane: è già iniziata la fuga dal ‘carro’ dell’allenatore…

Intervistato di recente dall’AS Roma Match Program, Fabio Capello ha ribadito un vecchio concetto; alla domanda: “A suo tempo lei dichiarò che le radio romane sono sempre negative, non hanno mai un equilibrio e questo può influenzare il pubblico: la pensa sempre così?” l’allenatore dello scudetto del 2001 ha dichiarato: “Vero, lo ribadisco. Certi commenti influiscono sugli spettatori. Ascoltando le trasmissioni sulle emittenti romane si è sempre super critici. Non è sempre un bene. Spesso il problema di queste radio è il protagonismo di chi interviene”.
La premessa serve ad inquadrare la situazione che giorno dopo giorno si va creando dalle parti di Trigoria e dintorni: il vento negativo ha preso a soffiare molto forte, scatenato dall’eliminazione in Champions e dal successivo pareggio di Cagliari. E nessuno si è sorpreso.
Illuminante sull’aria che tira, il commento che Alessandro Vocalelli, direttore del Corriere dello Sport, ha espresso ai microfoni di Radio Radio; leggiamo: “Se parla di personalità, il primo ad averne peccato è proprio Spalletti che a 20 minuti dalla fine ha imbottito la squadra di difensori. Il tecnico dovrebbe mettere in discussione prima se stesso, oltre ad evitare, secondo me, questi gesti così eclatanti, casualmente tutti con giocatori romani. In questo momento Spalletti sta parlando troppo e si mette poco in discussione lui per primo…”.
Sicuramente il direttore del quotidiano sportivo non fa parte della schiera di pseudo estimatori del tecnico di Certaldo che precipitosamente stanno scendendo del carro, ma è certo testimone di come l’atmosfera stia cambiando. Da simbolo della rinascita a emblema del declino: Spalletti conosce la storia, conosce l’ambiente e sicuramente avrà tempo e modo per porre riparo alle lacune emerse nelle ultime settimane. Certo vederlo furibondo al termine della sfida di Cagliari ha colpito negativamente perché il tecnico ha sempre rappresentato solidità e freddezza. Vederlo battere i pugni a terra ha minato l’immagine, anche se i tifosi più sanguigni hanno apprezzato quello sfogo.
Vedremo da qui alle prossime settimane come evolverà la situazione. Chi ci segue e ha buona memoria ricorderà sicuramente il timido consiglio partito da questo sito all’indirizzo dell’allenatore: essere meno aziendalista per non ritrovarsi con una squadra di carneadi, cioè di illustri sconosciuti a livello di rinforzi. Juan Jesus, Fazio, lo stesso Vermaelen, ecc., siamo alle figurine che un tempo si collocavano a piè di pagina, nella sezione dei rincalzi. Invece li vediamo spesso utilizzati come titolari. Poi volti pagina e guardi la Juventus che in panchina schiera Pjanic, Lichsteiner, Evra e Higuain, e passeggia contro la Lazio all’Olimpico.
Mala tempora…

Written by