Totti e i primi 40 anni: “Mi sarebbe piaciuto giocare con Falcao e Cerezo, vorrei vincere l’Europa League”

Nel giorno del suo compleanno Francesco Totti ha parlato in una diretta live sulla propria pagina ufficiale Facebook con i tifosi giallorossi. Queste le sue dichiarazioni.

Facebook dopo quarant’anni?
“Meglio tardi che mai, volevo farlo da tanto tempo, siccome ero indaffarato non avevo opportunità di andare su Facebook. A fine carriera ho deciso di fare questa iniziativa, così seguo di più la gente.”

800.000 seguaci?
“Come inizio va bene. Speriamo che rimangano”

Quanti numeri hai fatto in campo?
“Eh…i numeri rimangono”

Il post più bello?
“Ho letto in generale, oggi ero impegnato con l’allenamento. Uno solo perché Spalletti col fatto che era il mio compleanno ci ha fatto il regalo.”

Hai guardato i commenti dei vip ?
“Alcuni sì, alcuni no. Se c’è la possibilità, li guardiamo adesso! Messi, Bolt, Nadal, Nani… tutta gente scarsa! Bolt cosa ha detto (ride)?”.

Con quali giocatori della Roma del passato avresti voluto giocare?
“Ho giocato con tutti! Con Bruno Conti mi ci sono allenato. Comunque Falcao e Cerezo”.

Il momento più emozionante tolto lo scudetto?
“La nascita dei figli, risposta banale. Sul lato lavorativo direi l’esordio. Poi la vincita dello scudetto. E poi alcune partite, derby, gare con la Juventus.”

Il luogo di Roma che ti emoziona di più?
“Tutta. Tutta Roma, anche i posti più brutti, che comunque non ci stanno.”

Cosa ti dava da mangiare tua madre?
“Gli gnocchi, le lasagne. Però ingrassano”

Il numero dieci giallorosso ha rilasciato un’ulteriore intervista a Roma TV in cui ha parlato della stagione in corso, dei suoi obiettivi e di un regalo speciale che vorrebbe ricevere…

In Torino-Roma hai segnato il gol 250 in Serie A. Non scherzavi quando dicevi che volevi riprendere Piola…

“A volte scherzo, a volte no. Però diciamo che è uno dei miei obiettivi, anche se so che sarà praticamente impossibile raggiungerlo. Però, come ho sempre detto, i traguardi principali sono altri, quelli di squadra: cercheremo di vincerle tutte quante, tutti insieme. Gli obiettivi personali bisogna metterli da parte”.

Contro il Torino c’è stato un passo indietro: cos’è che non ha funzionato?
“Non abbiamo messo in pratica tutto quello che ci ha chiesto il mister. Noi eravamo sicuri di andare a Torino, vincere e fare la nostra partita come spesso accade. Qualcosa, però, non è andato nel migliore dei modi e purtroppo abbiamo fatto un piccolo passo falso. Ma siamo ancora convinti che possiamo rialzare la testa”.

La stagione è iniziata tra alti e bassi: cosa è mancato finora a questa squadra?
“Sta mancando la continuità di risultati, la voglia di far vedere che questa squadra è pronta per grandi traguardi, ma, un po’ per colpa nostra, un po’ per sfortuna e un po’ per piccoli episodi non siamo ancora riusciti ad ottenere quello che volevamo dall’inizio. Ma il gruppo ha la voglia di reagire e di portare la squadra ai massimi livelli”.

La squadra comunque è quarta: è presto per dare giudizi definitivi?
“Ognuno può dire la sua e pensare ciò che vuole, un conto è aprile, un altro è settembre. A sei giornate dall’inizio tutto è aperto e qualche sconfitta e pareggio in più ci possono stare. Come ho detto prima, se troviamo la continuità di squadra siamo lì vicino alla Juve e al Napoli”.

Te lo hanno chiesto un miliardo di volte, qual è il segreto della tua longevità sportiva?
“La passione è la risposta migliore perché dietro questa c’è tutto: c’è una strada che ti porta fino all’apice, a fare vedere al mondo intero che il calcio non ha età. Se riesci a gestirti e a fare bene come sto facendo io, l’età non conta. Poi se sei supportato da un gruppo che ti aiuta a far vedere le tue potenzialità riesci a gestirti molto meglio. La fortuna mia è che ho sempre fatto una vita tranquilla e da professionista, poi è normale che qualche volta sono uscito anche io, ho fatto tardi anche io: la vita è una sola e bisogna anche divertirsi, bisogna anche portare a casa queste cose perché ti fanno stare bene sia in campo, sia fuori. Quando hai una famiglia che ti aiuta, torni a casa e vedi i figli e la moglie che sono tutti contenti, dai sempre qualcosina in più rispetto agli altri.”

Augureresti a Cristian di fare il calciatore fino a 40 anni?
“Io da una parte gli auguro tutto il bene possibile, perché vedo che in questo momento si diverte, è innamorato del calcio, ha sempre la palla al piede sia in campo sia fuori, è cambiato tantissimo rispetto a due o tre anni fa. Dall’altra non glie lo auguro perché non è semplice per lui avere un cognome così sulle spalle, ogni volta lo accostano a me e prendono come riferimento il padre. Questa cosa mi dà fastidio sinceramente perché so quello che può succedere”.

Quando guardi a lui pensi a te da piccolo?

“In alcuni momenti mi rivedo in lui, anche se all’età che ha lui io ero molto più forte. Però ha margini di miglioramento. Anche se lui non deve sentire queste cose, io sono un padre tedesco, come faceva mio padre con me lui per me è il più scarso di tutti, gli dirò sempre così perché mi hanno insegnato questo”.

Quando eri piccolo avresti mai pensato di arrivare a giocare a quarant’anni?
“Non ci avrei mai pensato di arrivare a 40 anni a giocare a questi livelli, sempre con la stessa maglia, con la fascia da capitano e il numero 10. È un sogno che hai da bambino ma non tutti i sogni si realizzano. Io ci sono riuscito e me lo godrò fino alla fine”.

C’è un gol che vorresti segnare quest’anno?

“Spero di segnarlo nella finale di Europa League”.

Se dovessi scegliere un regalo per i tuoi 40 anni?
“Mi leverei 10 anni, sono tanti eh…Se ripenso dai 30 ai 35 credo per il calciatore quella sia l’età più bella e importante”.

L’amore per i tifosi nei tuoi confronti non è mai diminuito. Hai un messaggio per loro che te ne hanno inviati tanti finora?
“L’amore per i tifosi della Roma non finirà mai, anche quando smetterò rimarrà dentro me stesso in tutto e per tutto ovunque andrà. Saranno pure stanchi di sentire sempre le stesse frasi e parole da parte mia. È un messaggio da fratelli, da tifosi, perché io sono un tifoso della Roma e so quanto tengono a questa squadra e questi colori. Quando scendo in campo cerco di dare qualcosa in più per loro, per farli contenti e felici. So che la settimana è lunga e quando vince la Roma diventa più semplice. L’augurio è che possano vedermi per un altro po’ di tempo”.

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