Spalletti e Dzeko, stavolta le armi vincenti hanno sparato a vuoto…

Luciano Spalletti, nel bene e nel male. La Roma era e resta figlia del suo allenatore che o vede laddove gli altri non arrivano, oppure sbatte contro un muro senza riuscire ad alzare la testa o ad aprire gli occhi. E’ successo ad Empoli, la sua terra: la Roma stavolta ha sbagliato partita, prima incapace di concretizzare almeno una delle quattro-cinque palle-gol costruite, poi talmente imballata da finire nella ragnatela del modestissimo Empoli, che ad un certo punto è sembrato perfino ambizioso. Inutile tirare in ballo Skorupski: i meriti del portiere che proprio la Roma ha parcheggiato ad Empoli non sono stati superiori agli errori degli attaccanti giallorossi.
A prescindere dal risultato, Empoli ha forse certificato le scarse credenziali dei giallorossi in chiave-scudetto. La Juventus può veramente dormire sonni tranquilli se una squadra come la Roma non riesce a trasformare la trasferta in Toscana in qualcosa di più di un impegno di seconda categoria. Sullo stesso campo è vero che anche la squadra di Allegri incontrò qualche difficoltà prima di venire a capo della sfida, ma poi lo fece arrivando a chiudere con tre gol di scarto.
Con Spalletti, forse incapace di trasmettere la necessaria cattiveria, stavolta c’è Edin Dzeko, che abbiamo rivisto in versione ‘brutta copia’: poco determinante nelle fasi iniziali che lo hanno visto ad un passo dal gol, poi macchinoso e impacciato nel rincorrere avversari e dialoghi con i compagni. Un passo falso, con l’inequivocabile testimonianza di Perotti: è stato mandato in campo a sette minuti dalla fine e la Roma ha costruito molto di più di quanto non era riuscita a fare per tutta la ripresa.
Bisogna ripartire subito, con la Juventus più lontana: caro Mister, è ora di riporre l’abito da ‘damerino’.

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