Spalletti sa cos’è che non va, ma la squadra sembra non capire…

Il solito Spalletti. A fine partita l’allenatore passa da un microfono all’altro, parla senza freni ma alla fine hai come l’impressione che soprattutto la squadra non lo ascolti. O, peggio ancora, non sappia cosa dice. Basta leggere la prima analisi: “Un po’ arrabbiato?
Io lo so quali sono le qualità e i difetti. Se non fossimo andati sul 2-0 non saremmo arrivati a quel momento dove abbiamo perso gli equilibri, perché è quando ci sono questi momenti che abbiamo i cali. Quando inizia a girare la palla si insiste su quella strada così, senza capire quando rallentare, quando muovere la palla, quando stringere i terzini, quando si devono muovere gli attaccanti, quando tenere la palla senza cercare di andare in gol. Su questo dobbiamo migliorare. Quando c’è da scegliere il momento, la scelta non è sempre chiara. I reparti non vanno in ordine, è questo che ci capita…”.
Roba da mettersi le mani nei capelli, cosa che il Mister non può fare…

Piedino?
Ti succede involontariamente, perché quando sbagli due passaggi lo stadio rumoreggia perché ha visto grandi campioni, se ne accorge e non lo riesci a nascondere. Questo influenza la tranquillità…”si vorrebbe far vedere”…ma abbiamo già fatto vedere quando gestiamo bene la partita, altre volte non riusciamo a gestire e andiamo in difficoltà.

Dzeko e Perotti?
Si dà importanza ai numeri, ma si devono vedere altre cose. Gestire e tenere il possesso della palla quando non serve e lo si fa, fa rallentare troppo. Vanno analizzati anche questi numeri oltre a quelli importanti. Poi ci sono anche i palloni recuperati, quando i terzini spingono. Bisogna fare le cose con ordine. Tutto bisogna farlo con un ordine di squadra. Non siamo fatti per i duelli fisici e la lotta in tutti i momenti.

Come si fa a risolvere questi problemi, soprattutto sotto il piano fisico?
Il fisico serve per vincere le partite ovunque. Anche la Juve ha perso contro una squadra che non ha proposto chissà che gioco. Il Genoa ha giocato una partita intimidatoria e strepitosa sotto il lato fisico. Bisogna alzare questo livello qui e tenerla su dei binari che ci sono più congeniali. Riuscire a fare più gestione, come si faceva l’anno scorso.

A questo punto della stagione hai partite importanti, sono decisive?

Sì, è un campionato che fa vedere che nessuna partita è facile. Ci sono tante squadre che stanno facendo bene, ma poi tu devi portare qualcosa a casa e per quelle che sono le nostre qualità bisogna forzare il discorso sulle nostre qualità. Ce ne stanno pure capitando di tutti i colori.

Gerson?
Gerson ha fatto quello che doveva fare ma è abituato come lo era di là. Gli altri battono la punizione e lui parla. E’ un buon giocatore, la qualità ce l’ha ma con i suoi ritmi. Noi non siamo in grado di dargli spazi, quindi ci deve mettere del suo e deve farlo fin da subito. Il rigore? E’ un rigore borderline, è una leggerezza del difensore, forse peggio, sono cose che succedono. Ci è capitato lo stesso a Bergamo, forse questo è ancora più grave perché il giocatore stava andando verso il fondo.

SPALLETTI A PREMIUM – La Roma ha rischiato…
E’ vero, ma siamo in una fase di cambiamento. Non ci garba essere belli, ma vincenti. E dico che la squadra ha fatto una bella vittoria, non era facile quando si gioca in tranquillità. Sono stati bravi a fare delle giocate che capitano quando non si ha pressione. Gli altri sono stati bravi a farci 2 gol e a non fare il terzo.

Le parole di Dzeko?
Se inizia a giocare meglio anche lui, vinciamo (ride). Non esistono partite scontate, guardate oggi il Genoa sulla Juventus, hanno vinto i contrasti, gli 1 contro 1 con grande determinazione e dobbiamo migliorare, abbiamo concesso troppo ma comunque fatto delle cose buone. Dobbiamo approfittare quando l’avversario è stordito, avevamo un margine di due gol ma loro poi possono comunque crearti problemi, non esistono partite facile e niente diventa impossibile. Con tutto questo pacchetto di squadre vicine può accadere di tutto. Il Pescara contro la Juventus aveva fatto bene per 45′, potevano anche passare in vantaggio ma poi sul 2-0 dovresti avere la tonalità mentale di dire che la partita va addormentata e invece vogliamo sempre essere bellissimi, andiamo spesso su e senza essere alternati, perdiamo un po’ di ordine perché la facciamo troppo facile e gli altri ci creano il problema. Facciamo tanti gol ma ne sbagliamo anche tanti, se guardiamo tutto, dobbiamo trovare fuori l’equilibrio migliore.

Come migliorare in vista del derby?

Si cerca di pensare un po’ a tutto, dobbiamo lavorare su quello che c’è da migliorare e mantenere ciò che c’è da mantenere, per arrivare all’equilibrio migliore.

Szczesny è stato il migliore in campo nel momento di amnesia, la squadra si è spezzata in tre e i reparti erano distaccati. Facendo così con la Lazio sarà difficile.

Diventa difficile contro chiunque, se si concedono queste ripartenze. Se non c’era la parata di Szczesny, Pepe avrebbe segnato. Un paio di interventi importanti l’ha fatti anche il portiere avversario. Ma abbiamo concesso troppo, è vero, ma è un bene che si porti a casa una partita senza essere bellissimi, senza aver fatto un po’ di mestiere. Sennò si fa sempre tanti gol e siamo belli, ma bisogna vincere le partite, punto e basta. In classifica non c’è scritto come abbiamo vinto le partite, ma c’è scritto “vinte, pareggiate e perse.

SPALLETTI A RAI SPORT – Sempre i soliti vizietti?
Bisogna portare in analisi tutto quando si parla, bisogna far gol, essere belli, ed avere anche sostanza. Quando la partita diventa facile non dobbiamo rallentare, invece spesso si ricade in questo vizietto. Così si va in confusione, comincia il clima di tensione, si ha paura di sbagliare e diventa tutto più difficile.

Gerson in campo titolare?
E’ una scelta per far giocare Gerson, per fargli fare esperienza, ma non è stata colpa sua il calo della ripresa. Dobbiamo adattarci a quelle che sono le esigenze della gara, sempre.

Prossime sfide decisive per il campionato?

E’ un mese importante, sono gare in cui se rimani indietro diventa difficile, ci sono squadre che stanno facendo bene, che possono giocarsela con chiunque. Niente è facile ma nulla è impossibile. Noi però in precedenza abbiamo fatto vedere che facciamo confusione con squadre di più basso livello e si fa meglio con le squadre forti, dove la partita si incanala sulle nostre caratteristiche.

Da allenatore ti diverti in questo tipo di gare?
Qualche volta bisogna fare qualche tiro in meno ma concedere anche meno all’avversario. Stasera Szczesny ha fatto 2 interventi da grande portiere.

Oggi la Juve ha perso in trasferta…
Ho fatto caso che la Juve ha perso tutte e 3 le gare dopo la partita di Champions, e anche noi abbiamo spesso fatto fatica dopo il turno europeo. Le altre squadre sono cresciute, si va a giocare in stadi dove si trova disponibilità alla lotta e alla battaglia. Oggi la Juve ha giocato come sempre ma ha trovato un avversario d’impatto, come successo a noi a Bergamo, in cui l’Atalanta non ha creato tantissimo ma ha messo intensità e grinta. E’ vero però che in casa, spinti dal nostro pubblico si riesce a fare meglio.

Il derby?
E’ facile, per arrivare all’obiettivo bisogna mettere l’attenzione e l’intensità mentale necessaria. Le radio? E’ bene che parlino, impariamo sempre da chi la pensa diversamente da noi.

SPALLETTI A ROMA TV – Una partita meno brillante di quella di giovedì scorso…
“E’ vero che quando si gioca una partita di coppa qualcosa ti toglie a livello nervoso. Era una partita importante quella di giovedì, nella quale dovevamo il scrivere il nome in una casella e un po’ si subisce, però è chiaro che con una squadra come la nostra questi momenti vanno gestiti in maniera più equilibrata, con più sostanza nella lettura e anche la qualità di dire “in questo momento comando io, non faccio gol ma neanche lo subisco””.

La Roma sembra più concentrata con le grandi. E’ un problema di testa?
“Sicuramente, soprattutto la testa. Quando dopo il 2 a 0 perdi palloni facili è perché pensi che la partita sia facile e di poter giocare più in surplus. Questo non è possibile nel nostro calcio, ci sono squadre che giocano in maniera forte e anche se non hanno la tua qualità con l’aspetto fisico creano difficoltà a chiunque”.

Quali sono le qualità della Lazio che sta li vicino?
“Sono una squadra forte da considerare tra le prime della classe. Vanno fatti i complimenti a Inzaghi che ha fatto un lavoro straordinario. E’ una squadra forte che finirà in alto e farà vedere la sua qualità”.

Cosa salvi oltre il risultato? Che si poteva fare meglio nel secondo tempo?
“Dovevamo avere più equilibri. Salvo le giocate in velocità fatte sia nel primo che nel secondo tempo. Abbiamo preparato situazioni importanti anche nel secondo come la palla che Salah ha dato a Dzeko e che è andata vicino al palo, o il tiro di Nainggolan. Serve più equilibrio e sostanza, magari non creare ma anche non concedere”.

Gerson? Nel secondo tempo meglio…
“Sì, nel primo tempo gli è capitato d’inserirsi che è nelle sue qualità ed è tornato con comodo, quando invece sarebbe dovuto rientrare più velocemente. Ha bisogno di giocare con più continuità per prendere la confidenza e l’esperienza. Deve crescere velocemente perché questa possibilità non c’è. Ha fatto una buona partita e non gli si può chiedere a lui di leggere bene i momenti della partita”.

SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA

La più difficile delle ultime 7 vittorie. Perché c’è stato questo regresso?

Non si tratta di prestazione, ma di alcuni momenti, di alcune letture della partita, dove la interpretiamo nella maniera sbagliata. Da questa interpretazione poi ci succede che perdiamo un po’ di tranquillità e concediamo qualcosa. Oltre che nella perdita di equilibri, nel riuscire a mantenere la gara sui binari che riconosciamo come più congeniali, si continua a spingere con entrambi i terzini, si continua di tentare a far gol. Invece ci sono dei momenti dove si dice: “Rimaniamo là, questo situazione si gestisce così”. Cioè non siamo belli, non siamo produttivi ma non rischiamo niente. Sotto questo aspetto qui c’è da fare dei passi in avanti e stasera secondo me abbiamo perso l’equilibrio, in determinati momenti si poteva vincere in maniera più larga perché ci sono capitate delle situazioni molto importanti, ma è chiaro che diventava fondamentale portare a casa i tre punti, Ne parlavo anche prima, quando ci sono queste tre partite settimanali quella di giovedì aveva un peso mentale e psicologica, la vinci e ti deve dare qualcosa. Mi ha dato tranquillità, ma poi rimangono scorie per le fatiche fatte, perché la tensione dell’importanza della partita te la determina. Non a caso la Juventus ha perso tre volte dopo una partita di Champions, io l’ho notata questa cosa qui. E’ così. Poi se ci riesce di mantenere la partita su quei binari offensivi, per andare a fare gol può essere che tramortisci l’avversario, ma se in quella ricerca si perde qualche pallone di troppo, si perde anche un po’ di equilibrio viene fuori una partita difficile. Ma se siamo qualche volta meno belli e più vincenti va bene lo stesso, bisogna portare i risultati. In cima alla casella c’è scritto vinto, perso, pareggiato, non c’è scritto vinto con il sangue al naso, vinto con una squadra più facile. C’è scritto vinto. Questa noi l’abbiamo portata a casa secondo me meritatamente, al di là che la differenza che doveva essere per forza un’altra in base a come avevamo iniziato, a come erano le due forze in campo.

Tre punti importanti. A che punto è la cura dei black out che questa squadra continua ad avere?

Per quello che si è fatto vedere stasera dobbiamo ancora migliorare, perché la prestazione è lì davanti a tutti. Se riesci a far quello e porti a casa ugualmente il vantaggio dell’episodio e il vantaggio della ricerca, cioè vai ad attaccare con i terzini alti, vai ad attaccare con l’opposto dov’è la palla e tu riesci ad arrivare sul fondo e fare gol va bene anche in quella maniera lì. Se poi perdi palla e magari qualcuna in maniera banale, o è il momento che vedi che sei meno tranquillo di fare giocate, bisogna fare un po’ di prevenzione in più. A noi ci è successo più di una volta, come ci è successo magari con una squadra sulla carta più deboli di fare partite contese come quelle di stasera, partite sulla carta più difficili in cui non si concede nulla, dove non si perde di equilibrio in nessun reparto. Bisogna fare uguale anche con quelle più facili, però fa praticamente vedere che questa è la nostra caratteristica se ci continua a succedere quello che ci è anche successo stasera, di non togliere questo vizietto che abbiamo.

Sembrava all’inizio un campionato già chiuso. Lei è d’accordo che, invece, questo sarà un campionato con molte sorprese e che alla fine potreste essere proprio voi a spuntarla?
Sto con voi, per me i miei sono i migliori di tutti. Nel senso che quando si parla, fino all’ultimo giorno che rimarrò qui dirò sempre allo stesso modo, anche che la mia squadra è meglio della Juventus. Io dico sempre che si deve migliorare al massimo perché da un punto di vista di stimolo io accetto che i miei calciatori credano di essere più bravi di tutti, è chiaro che poi non devono scendere al di sotto del loro massimo. Perché quando si dice “sono bravi” tu rispondi “sì, sono bravi”, ma lo si deve far vedere in campo. Qui si può fare qualcosa di meglio, perché in questa azione ci sono stati degli errori, ci vogliono non solo le qualità fisiche, ci vogliono anche qualità mentali. Secondo me ci sono squadre che dal punto di vista fisico fanno la partita e la mettono difficile per quelli che hanno davanti, magari hanno meno qualità ma possono creare problemi con forza e corsa e possono creare problemi. Il Genoa l’ha vinta così, con i contrasti, con la continuità, con l’arroganza fisica che è difficilissimo. Se la metti così con la Juventus di solito perdi, è un po’ quello che è successo a Bergamo. Per cuii sono i numeri: “questo ha fatto tanti gol, questo tanti assist” ma contano anche le posizioni, dove intercetti i passaggi filtranti, contano i metri fatti sopra 24 km orari, contano anche tante altre cose, dove in alcune di queste siamo chiamati a migliorare. Ma stasera abbiamo fatto una buona vittoria, ci sono successe un altro paio di cosettine in settimana. Paredes è successo che si è fatto male stamattina, uno che fa girare la palla così poteva servirci. Daniele per le due partite in più era sempre coi muscoli un po’ intossicati e gli ho chiesto di fare lo straordinario, perché in nazionale ha fatto due partite in più degli altri. Ci ha giocato Paredes con De Rossi a far girar palla, è un ruolo fondamentale per far girare parla. Ruediger è rientrato ora, Strootman ha grande fisicità ma deve fare quel passo in avanti come brillantezza, non eravamo al massimo. C’è stata la partita di giovedì, siamo gli unici che hanno giocato oggi, gli altri giocano domani. È una scusante effettiva, vera, che non viene fatto il meglio. Non va portata davanti, però c’è anche qualche cosa del genere. La squadra in determinati momenti ha fatto bene, non ha fatto male in altri un po’ meno.

Non sarebbe meglio giocare con tre mediani quando si gioca con i terzini di spinta?
Può andare come analisi. Io la penso diversamente, non ho mai imparato niente da quelli che la pensano come me, magari imparo qualcosa. Radja ha queste qualità qui, perché è l’anomalo. Anche quando ha iniziato l’anni scorso si diceva perché lui lì avanti e Pjanic dietro. Anche stasera ha fatto recuperi importanti. A me è dispiaciuto, ma l’ho levato perché era a rischio, ammonito come Rudiger , che sono due che fanno sostanza e sono due abbastanza sicuri da un punto di vista di impatto fisico, di corsa, di qualità tra quelli più completi che abbiamo. Tenerli in campo dà fiducia anche agli altri, gli fa far giocare. Ho messo Francesco perché sotto il punto di vista della qualità che mi dà un contributo, riesce ad attrarre le attenzioni della squadra per cui qualche ragionamento si è fatto, però quello che dici è giusto.
Da forzaroma.info

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