Spalletti guarda avanti: “Sono orgoglioso dei miei ragazzi. Contro il Chievo dobbiamo solo vincere”

Il Chievo per dimenticare la Juventus. Tre punti fondamentali per ripartire e non fermarsi più, provando a credere ancora in un sogno che sembra scappare. Per farlo Spalletti si affiderà ad una Roma rimaneggiata, orfana di Manolas, Nainggolan e quasi sicuramente De Rossi. Per chiarire questo e altri dubbi, il tecnico è intervenuto nella sala stampa di Trigoria per la classica conferenza di vigilia.

“Nura e Lobont proseguono la riabilitazione. Florenzi lunedì ha cominciato la corsa lineare, siamo nei tempi previsti. Le prossime settimane aumenterà i carichi di lavoro e si valuteranno di volta in volta le risposta, perchè il lavoro può essere aumentabile o meno. Paredes è due giorni che corre in campo ma la caviglia gli dà fastidio, oggi riproviamo però è difficile che sia a disposizione per il Chievo. Manolas ha un infortunio muscolare alla coscia destra, poi ci sono Totti, Nainggolan e De Rossi che sono da valutare nell’allenamento di oggi”.

Come ha reagito il gruppo dopo Torino?
Benissimo, sono sconfitte che fanno male però poi va fatto una valutazione obiettiva. Dentro l’analisi dentro lo spogliatoio, perché quello che dà il via alla giornata dice: tre minuti all’inizio, spogliatoio, palestra e campo. Di solito si fa questo confronto dentro lo spogliatoio dopo le partite, e poi le analisi video. In questo caso solo lo spogliatoio, il video successivamente ed è venuto fuori un discorso molto bello, con prese di coscienza della situazione attuale: noi non dobbiamo buttar via in 5 minuti per una sconfitta. La sconfitta dà fastidio, ci vede tre punti più distanti dalla Juve, ma ci sono anche altre considerazioni da fare che vanno a favore dei ragazzi. Loro devono rimanere convinti, deve rimanere intatta l’autostima che hanno fatto e per quello che possono fare. Stanno lavorando in maniera corretta. Nell’allenamento di ieri, se lo guarda e descrive quello che è successo, si rende conto dell’entusiasmo del gruppo e la voglia di andare a trasferire l’amarezza della confitta verso la ricerca di vittoria assoluta contro il Chievo.

Il Chievo sta facendo bene, cosa si aspetta dalla Roma? Quali risposte?
Mi fa piacere evidenziare il buon lavoro di Maran, perché lui è una persona di sostanza, è un allenatore vero da campo e lo insegna ciò che la squadra fa in campo. Squadra, corta, fuorigioco alto: giocatori come Pellissier, Meggiorini, Floro Flores, ci sono attaccanti forti. La squadra deve essere attenta sulle verticalizzazioni improvvise, esser brava a dar seguito in velocità alle azioni, perché se fai un possesso palla di poca qualità loro ti saltano addosso e portano giocatori intorno alla palla e diventa difficile uscire. In quei 5 minuti in cui non bisogna buttare all’aria tutto c’è l’imposizione di vincere la partita. Poi appena mi domandano del contratto lo analizziamo in maniera più approfondita.

Sul contratto?
Ripartiamo da quello che io ho detto venti giorni fa a un vostro collega che mi sembra di averlo riportato abbastanza bene. Io ho detto le stesse cose che ho detto precedentemente, voi forse gli avete dato un taglio diverso. Io ci sto a dover avere l’imposizione di vincere perché si ha a che fare con una buona squadra e la ricerca deve essere quella. Però poi si fanno gli inventari e si guarda se la squadra segue, è attenta, se è nelle condizioni di dare il giusto risultato per quella che è la forza di come è composta oppure no… Ad esempio, ora si arriva a dicembre e si fa l’analisi di questi sei mesi o dell’annata e se si valutano le trentasei partite delle trentotto e si hanno 81 punti, si vede che Bayern Monaco, Tottenham, Arsenal, Manchester City, Psg hanno la media nostra o forse anche più bassa. Ci sono i presupposti quindi per andare avanti. Quando si arriva a fine hanno si fanno altre analisi. Dobbiamo vincere contro il Chievo, perché la partita di domani sera è fondamentale per noi. Di conseguenza le analisi vanno fatte dopo la partita. Attualmente a questi ragazzi bisogna fargli i complimenti, sono orgoglioso del loro comportamento perché lavorano in maniera corretta. Poi a fine anno bisogna per forza rifare l’inventario della situazione. Si vede cosa si è portato a casa e i presupposti di crescita. Visto che non ho vinto nulla facciamo 5 anni di contratto, è meglio così? Per me no, sembra scorretto. Io voglio portare a casa un risultato, come voi fate lo stesso quando scrivete. Si va per partito preso o per dare vantaggio ai propri interessi? Mi voglio augurare che non sia così.

Mario Rui verso l’esordio? Gerson come centrocampista?
Mario Rui non è ancora pronto per poter giocare. Sta lavorando bene e sta tornando quel calciatore che conosciamo. Gerson è quel calciatore che è stato un po’ preso di mira in questi due giorni e ha un quindicesimo di responsabilità della sconfitta. Non capisco proprio che centra nel ko di Torino. Lui può giocare nel suo ruolo, ma qual è? Centrocampista offensivo, trequartista, su una fascia come ha fatto a Torino, tra l’altro senza permettere un cross ad Alex Sandro. Lui non ha dato niente e non ha concesso niente: mi sarei aspettato questa guerra se avesse fatto come nelle partite precedenti da lui giocate. Alex Sandro non ha fatto né gol né cross. Se non fosse cambiato il risultato e se non avesse preso l’ammonizione lo avrei lasciato in campo. Con il giallo l’ho levato, ma la colpa casomai datela a me, non lo citate poverino per distruggerlo perché è un ragazzo. Ci avevate provato anche con Emerson ma poi lui è uscito. Datela a me la colpa.

Testo da forzaroma.info

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