Roma espugna anche Udine: decide Nainggolan, Dzeko sbaglia un rigore

Ferite e relativi cerotti assai evidenti per la Roma a Udine, costretta a rivedere uomini e atteggiamento visto che Ruediger e De Rossi sono forzatamente assenti per squalifica, mentre Perotti è rimasto a Roma, a far compagnia a Florenzi. E con Salah in Coppa d’Africa c’è poco da stare allegri. Spalletti rimedia recuperando Manolas (ovviamente posizionato accanto a Fazio), deve confermare Juan Jesus, mentre Paredes prende il posto di De Rossi e El Shaarawy quello di Perotti. Una formazione tutta da scoprire, o quasi, che alla vigilia non può certo essere dispiaciuta a Delneri.
Ma l’allenatore dei friulani ha poco di che giore perché nei primi diciassette minuti la Roma sembra un uragano. Dopo nemmeno due minuti Dzeko, pescato meravigliosamente da Strootman, sbaglia il pallonetto facile facile; al minuto numero quattro El Shaarawy si vede respingere un tiro più che ravvicinato da Kanezis. E quando i giallorossi passano in vantaggio, al 13′, con Nainggolan, sono solo applausi: il belga gira al volo, di destro, un altro assist da dieci e lode di Strootman. E la partita appena iniziata si potrebbe addirittura chiudere al 17′, quando Faraoni la combina grossa toccando con la mano il pallone nella propria area di rigore. Sul dischetto va Dzeko ma il suo destro si alza talmente tanto sulla traversa che si rischia di andare a raccogliere il pallone nel centro storico di Udine.
All’improvviso l’interruttore del gioco romanista fa clic ed è buio assoluto. Lo spettatore Szczesny deve intervenire per due volte, al 21′, per ribattere un colpo di testa assai vicino di Danilo e poi una sberla friulana con le mani aperte. Da Roma padrona a Roma sparita. In particolare, Dzeko è quello della passata stagione: il gol fallito all’inizio e poi il rigore calciato peggio di un dilettante sembrano averlo stravolto e a nulla sembrano servire il conforto e il sostegno di Nainggolan, indomabile.
Nel secondo tempo ci sono tante di cose da raccontare, ma per fortuna nel tabellino dei marcatori resta solo il nome di Radja. E dire che Delneri le prova tutte: prima getta nella mischia Perica (in campo con quattro attaccanti!), poi ne toglie uno (Zapata) per proporre Halfredsson, e alla fine si gioca pure la carta-Evandro (esce Kums). Cambiano gli uomini ma non la sostanza del gioco. Ne combina di più (purtroppo non sempre al positivo) Francesco Totti che Spalletti getta nella mischia dopo un’ora, al posto di El Shaarawy. E’ la presenza numero 609 per il Capitano che dopo nemmeno un minuto scodella una palla-gol sui piedi di Nainggolan, che manca il tocco a non più di tre metri dalla linea di porta bianconera.
Proprio un pasticcio di Totti al minuto 64′ mette ansia alla difesa romanista, ma il finale è tutto firmato dalla giornata-no, almeno in zona-gol, di Edin Dzeko: all’80’ sbaglia il 2-0 con un colpo di testa ravvicinato, per ripetersi poco prima del fischio finale.
La Roma c’è, ma soffre e fa soffrire troppo…

Written by