Coppa Italia: Roma-Sampdoria è 4-0. Due “perle” di Nainggolan, vanno a segno anche Dzeko e El Shaarawy

Riesce sempre difficile azzeccare le scelte di Luciano Spalletti per il campionato, figuriamoci che terno al Lotto esce per questo delicato impegno di Coppa Italia: c’è Mario Rui, questo sì previsto, che debutta ufficialmente con la maglia della Roma, ma nell’undici iniziale non c’è traccia di Veramaelen, mentre Fazio resta intoccabile e Ruediger ritrova la maglia di titolare dopo la forzata sosta di Udine. Come lui, De Rossi, che si ritrova accanto a Paredes. Riposano Emerson Palmieri, Perotti (non ancora con 90 minuti nelle gambe), Strootman e ovviamente Szczesny. Tutti in panchina, accanto a Totti.
La Sampdoria di Giampaolo si gioca tutte le sue carte, visibilmente stimolato dalla sfida di ieri a Reggio Emilia, dove il cenerentolo Cesena ha battuto il reputatissimo Sassuolo. Insomma, che arrriva ai quarti trova i cadetti romagnoli e, scongiuri a parte, sembra una marcia senza troppi ostacoli verso la semifinale (dove troveranno la vincente di Inter-Lazio).
Pronti, via e la Roma trema: non sono trascorsi nemmeno tre minuti che un rilancio di Puggioni trova mal posizionati Juan Jesus, Fazio e Ruediger: Budimir la sfiora di testa e smarca Muriel, che da posizione angolata centra la base del palo con Alisson immobile (e incolpevole). Inizio mozzafiato e squadra subito disorientato: sembra non funzionare nulla, o quasi. Mario Rui per la verità si muove molto e non sbaglia più di tanto, a parte una serie di cross mal calibrati (in eccesso di forza). Centrocampo quasi invisibile e Dzeko lontano anni luce dal resto della squadra, addirittura con Fazio che sbagliando un altro intervento rimetteva in moto Muriel. Solo un altro spavento.
A cambiare il corso della partita ecco Leandro Paredes che al 24′ centrava la parte bassa della traversa, con Puggioni stavolta battuto. La palla rimbalzava all’interno del campo, per un “quasi” gol. Dieci minuti più tardi ancora l’argentino a cercare il jolly da fuori area, ma in questo caso il portiere blucerchiato era attento e pronto alla deviazione in angolo. Senza strafare la Roma cominciava a tenere alto il baricentro, ma il corri-corri della Sampdoria continuava a dare fastidio. Ed ecco che il jolly cercato da Paredes lo pescava Nainggolan: Silvestre pasticciava al limite dell’area e Radja colpiva al colo, una colombella potente e precisa. Era il gol del vantaggio. Prima del riposo toccava ad El Shaarawy mancare il raddoppio: smarcato all’altezza del dischetto di rigore da un colpo di tacco di Nainggolan (sempre lui!), l’attaccante sballava il tiro, fotocopiando il rigore fallito da Dzeko a Udine…
L’avvio del secondo tempo è la fotocopia del primo, ma le parti si rovesciano; è la Roma ad avere l’occasione ghiotta e Dzeko non commette l’errore di Muriel; il rasoterra del bosniaco va lemme lemme nell’angolino opposto a quello di tiro, senza che Puggioni possa fare il miracolo. E’ 2-0. Ma è solo l’inizio di un quarto d’ora pirotecnico: Dzeko ancora protagonista nello spazio di qualche secondo: prima colpisce il palo (deviando di testa un calcio d’angolo di De Rossi), poi sfiora la doppietta. Dall’altra parte è Budimir che sbaglia il diagonale che avrebbe riaperto la partita e la Sampdoria viene punita col 3-0; Dzeko gira alla…Totti un pallone che fa involare El Shaarawy che scavalca Puggioni con un pallonetto. E’ grande festa, Totti può lasciare la panchina e subentrare a Dzeko, arrivando perfino a sfiorare il gol. Dopo di lui in campo anche Perotti (per El Shaarawy) e Emerson Palmieri (al posto di un applauditissimo Mario Rui).
Ma prima che il sipario cali c’è l’ultimo acuto e ancora una volta la ‘voce’ è quella di Radja Nainggolan che al novantesimo segna addirittura di testa. Per lui è doppietta: la prima in Italia! Mitico Radja.

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