La Roma non molla: batte il Cagliari (con Dzeko) e resta a -1 dalla Juve

Il solito posticipo-capestro per la Roma che a fronte dei risultati di ieri sera (vittoria del Napoli a San Siro contro il Milan) e del pomeriggio (Juventus a passeggio contra una Lazio inesistente) non può che vincere e quando ci sono avversari come il Cagliari, cioè di seconda fascia, c’è sempre da temere l’effetto concentrazione. Spalletti si dice e si mostra tranquillo, se non altro per il recupero della squadra-tipo (in attesa di Florenzi e Salah…), con Manolas accanto a Fazio, con Strootman di nuovo in mezzo al campo, con Perotti che rileva El Shaarawy. In più c’è un record speciale da eguagliare: le 13 vittorie consecutive in casa, un primato che resiste nientemeno che dal 1930!
Il copione è scritto e non c’è protagonista del Cagliari che non lo rispetti alla lettera: corsa, pressing, vivacità, attenzione soprattutto nella propria metacampo. La Roma ovviamente soffre nel costruire anche perché non sembra la serata giusta di Bruno Peres e Perotti. Il brasiliano corre tanto, forse troppo ma fatta eccezione per un cross basso ‘ciccato’ da Dzeko dopo 22 minuti, combina solo mezzi disastri; da parte sua, l’argentino si ostina alla ricerca dell’avversario, sembra quasi andarsi a cercare il raddoppio di marcatura e come ciliegina ci mette un buco nel calciare a rete a botta pressoché sicura. L’occasione più ghiotta (l’unica in realtà) capita sui piedi di Dzeko, dopo un delizioso assist dalla distanza di De Rossi, ma Edin colpisce come Spalletti non vorrebbe, cioè ciabattando debolmente tra le braccia di Rafael.
Non c’è altro e non basta la supremazia territoriale a giustificare una prima metà gara deludente. Il Cagliari tesse la ragnatela giusta per mettere in crisi i giallorossi, che non trovano mai il guizzo, la luce nel tunnel. E viene spontaneo chiedersi: ma con il solo Borriello in attacco, che senso ha avere Manolas, Fazio e Ruediger in linea, con in più Bruno Peres che vagabonda? A caldo pensiamo al povero Dzeko solitario, mentre il collega Higuain si ritrova a fianco Dybala e Mandzukic. Ma sono solo brutti pensieri…
Brutti pensieri che il Cagliari prova ad ingigantire ad inizio ripresa, soprattutto quando Szczesny s’avventura addirittura fuori area per colpire il pallone di testa. Lo manca, ma i danni si limitano ad un calcio d’angolo. Bruno Peres continua a sbagliare, il pubblico (sempre scarso…) comincia ad agitarsi, ci vuole il solito jolly: ancora una volta lo pesca lui, Dzeko che al minuto 54′ spalanca il piattone vincendo il duello fisico con Murru. Roma avanti, a fatica ma avanti.
Rastelli comincia a giocarsi un po’ delle sue carte panchinare: prima manda in campo Joao Pedro (per Dessena), poi Sau (per Faris), infine Faragò (per Pisacane). Anche Spalletti farà i suoi cambi (El Shaarawy per Perotti, Paredes per Nainggolan e infine Vermaelen per Manolas) ma avrà parecchio da smarronare visto che prima del cambio Perotti sbaglia il 2-0 (ma è bravo Rafael a ribattere in angolo), poi Bruno Peres che si divora il raddoppio a non più di due metri dalla linea di porta, dopo un miracoloso intervento di rafael su Dzeko. E proprio il bomber le prove tutte per la doppietta, fino a scheggiare la traversa al minuto 83′. Non si soffre più di tanto e si annota, al minuto 92′ l’espulsione di Joao Pedro per un fallo-killer su Strootman.

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