Non basta il capolavoro di Pjanic. Roma battuta dal Manchester 3-2

pjanicSconfitta per la Roma nella seconda uscita americana: la squadra di Rudi Garcia ha perso per 3-2 nell’esordio della Guinness Cup contro il Manchester United. I giallorossi sfiorano il vantaggio con Destro e Uçan, ma pagano a carissimo prezzo il blackout a fine primo tempo: Rooney sblocca al 36′, serve l’assist per il 2-0 a Mata al 39′ e chiude su rigore al 45′. Nella ripresa Pjanic segna un gol pazzesco da 60 metri, Totti accorcia dal dischetto. La reazione gagliarda degli ultimi minuti – dopo l’ingresso di Pjanic e Totti (al 21′ della ripresa) – consegna alla Roma una sconfitta assolutamente onorevole sul piano dei numeri e della sostanza. La squadra di Garcia, scattata meglio, non avrebbe meritato il pesante passivo del primo tempo, figlio di un passaggio a vuoto che dura 6′ e in cui la difesa, francamente, mostra il peggio del suo repertorio. Prima concedendo a Rooney lo spazio per caricare il bolide da venticinque metri che sblocca la partita, poi lasciando Mata per due volte nel cuore dell’area (nel secondo caso Emanuelson gli frana addosso e provoca il penalty). Passi indietro per Benatia rispetto alla gara con il Liverpool. Il 3-0 parziale va oltre i meriti del Manchester United, che nei primi minuti sbanda pericolosamente a concede un paio di occasioni importanti a Destro e al super attivo Uçan. Non si vede invece Iturbe, che va sotto la doccia al 45′ senza lasciare traccia.

Nella ripresa tanti, troppi cambi e il ritmo – di per sé non altissimo – crolla. Almeno fino all’ingresso in campo di Pjanic e Totti, che colorano la manovra della Roma. E al 75′ il bosniaco si inventa un gol pazzesco da metà campo. Parabola imprendibile per il portiere dello United, un po’ fuori dai pali. Poi Totti mette in rete su rigore. La Roma sprinta con forza negli ultimi minuti e produce un discreto assalto senza arrivare al pareggio. Benino anche Ashley Cole, Castan (che colpisce un palo con una rovesciata portentosa) e Sanabria. Positivo il contributo di Nainggolan in mezzo. C’è da crescere, e tanto, ma questo carattere fa ben sperare Garcia.

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