Standing ovation per Totti: anche il Real Madrid s’inchina al “re” di Roma

tottiLa Roma batte il Real Madrid nella Guinness Cup e Francesco Totti aggiunge una nuova splendida pagina alla sua storia infinita. Ecco come Roberto Maida racconta l’evento su corrieredellosport.it.
Ventesimo del secondo tempo: Dallas si alza in piedi. E di romanisti ce ne sono pochi, al Cotton Bowl. Ci sono soprattutto amanti del soccer, alcuni pure troppo esuberanti, che ammirano lo spettacolo o che tifano Real Madrid. Eppure parte la standing ovation. Sta uscendo Francesco Totti, che a quasi 38 anni ha appena segnato il gol che consente alla Roma di battere i campioni d’Europa, come in una serata di ottobre di 12 anni fa al Bernabeu, peraltro grazie a un tiro piuttosto simile. Anche se è solo un torneo amichevole, è un momento toccante. Applausi forti, riconoscenti, da parte di oltre 57.000 persone per un campione planetario, poi premiato come man of the match, che anche qui, nel caldo del Texas, ha saputo essere risolutivo.

LITI – Bella storia, dunque, dopo qualche tensione di troppo e prima dell’invasione di campo di cui parleremo più tardi. Scintille insolite prima della partita, nel momento delle strette di mano tra i giocatori: Keita, per vecchie ruggini dei tempi barcelonisti, si è beccato con Pepe e con altri giocatori del Madrid. Una volta Pepe, in un Clasico, chiamò «scimmia» Keyta, che a distanza di anni non ha dimenticato e non ha voluto salutarlo. Da qui la lite e Keita che gli lancia addosso una borraccia. Li hanno dovuti dividere. E la partita non era nemmeno cominciata.

TEST – Ancelotti l’aveva presa sul serio: ha schierato la migliore formazione possibile, compatibilmente con l’infortunio di Ronaldo (osannato dalla folla al suo ingresso in campo) e con le assenze mondiali. Il Real Madrid si è presentato con la nuova maglia rosa, in stile Giro d’Italia, e ha provato ad alzare subito i ritmi del pressing per mettere in difficoltà la Roma. Nei primi minuti, in effetti, la velocità di Bale e il palleggio di Xabi Alonso, Isco e Modric hanno creato molti problemi, soprattutto sugli esterni e soprattutto dalla parte di Florenzi, spesso preso in mezzo tra la tecnica di Modric e le accelerazioni di Bale. Eppure l’occasione migliore del Real, nel primo tempo, è venuta in mischia, con la Roma poco reattiva e Skorupski strepitoso in parata a terra su Vasquez e Benatia che si è opposto di schiena al secondo tentativo di Pepe.

REAZIONE – La Roma ha acquisito confidenza con gradualità, al contrario di quanto era successo contro il Manchester United. Con Florenzi terzino destro, Destro fermo ai box per un affaticamento e Pjanic alla prima da titolare, si è assestata quando Ljajic e Iturbe hanno fornito un’assistenza migliore nella fase di non possesso. A quel punto anche Totti ha potuto giocare più palloni e la qualità della manovra è migliorata. Nessun problema comunque per Casillas: per tutta la prima parte i due tiri della Roma, tentati da Iturbe e poi da Ljajic, sono finiti nella curva dell’enorme Cotton Bowl, pieno di tifosi madridisti di tutto il mondo. Piuttosto, prima dell’intervallo la difesa romanista ha ripreso a soffrire.

RIPRESA – Ma nella ripresa è cambiata la musica. Garcia ha sostituito nessuno, come nelle partite che contano davvero. E ha aggredito il Madrid. Peccato per un altro gesto evitabile: Benatia ha rifilato una manata al giovane De Tomas, subentrato a Vasquez, non sanzionato dall’arbitro. Fatto sta che si è vista una Roma più brillante e spregiudicata, che ha pescato il gol al 14′: regia di Keita, velo di Totti che accompagna la volata a destra di Florenzi, cross in mezzo che lo stesso Totti mette di piatto di prima intenzione alle spalle di Diego Lopez. Sarebbe stato quello il momento di chiudere la questione, perché il Real Madrid ha sbandato. Ancora Totti ha saltato Sergio Ramos e offerto a Ljajic il pallone del 2-0: il tiro è però uscito di poco. Garcia a quel punto ha inserito De Rossi (esordio stagionale) al posto di Pjanic per addormentare un po’ il gioco. Obiettivo riuscito, perché la Roma non ha più sofferto. E portando a casa il risultato, torna in corsa per la finale di Miami: è seconda in classifica nel girone, 2 punti dietro al Manchester United. Finisce con un’incredibile invasione di campo pacifica di decine di tifosi a caccia di gadget, con la sicurezza beffata ripetutamente e la partita sospesa per molti minuti.

Real Madrid-Roma 0-1
REAL MADRID (4-3-3): Casillas (1′ st Diego Lopez); Carvajal (1′ st Arbeloa), Pepe (1′ st Fernandez), Sergio Ramos (20′ st Diego Llorente), Coentrao; Illarramendi, Xabi Alonso (20′ st Medran), Modric (29′ st Mascarell); Vasquez (1′ st De Tomas), Isco, Bale (29′ st Sobrino). All. Ancelotti

ROMA (4-3-3): Skorupski; Florenzi (32′ st Somma), Benatia, Castan, Cole; Pjanic (20′ st De Rossi), Keita (41′ st Paredes), Nainggolan (32′ st Uçan); Iturbe (32′ st Sanabria), Totti (25′ st Borriello), Ljajic. All. Garcia

ARBITRO: Fischer (Usa)

MARCATORE: 13′ st Totti

NOTE: spettatori 57.512. Angoli 1-0 per il Real Madrid. Recupero 2′ pt, 0′ st. Partita sospesa per cinque minuti al minuto 87 a causa dell’invasione di campo di decine di tifosi.

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