Dopo nonna Aurora tocca a nonno Francesco, con due dediche speciali…

totti auguriDopo nonna Aurora, nonno Francesco: Alessandro Florenzi ha organizzato un’altra festicciola delle sue e quando si è trattato di soffiare sulle candeline preparate per il Capitano, ha chiesto la collaborazione di Mattia Destro. Festa grande, non solo per Francesco, con due gol da incorniciare, che portano a cinque il filotto di successi e che preparano al meglio la doppia, rischiosissima trasferta: martedì a Manchester contro il City (dilagante in Premier League) e poi a Torino contro la Juventus (che ha passeggiato a Bergamo).
E’ stata dura, durissima e l’abbraccio ruvido, forte, sincero tra Mattia Destro e Rudi Garcia, dopo la seconda rete, la dice lunga sulle difficoltà, sul fiato corto, sulle problematiche che la Roma ha dovuto affrontare e superare, contro una squadra (terza forza del campionato alla vigilia del match!) solida, ben attrezzata, domata soltanto con due prodezze. Una partita sulla quale riflettere, per trovare soluzioni a lacune non eccezionali ma comunque pericolose in prospettiva.
Tra le note dolenti, ancora una volta, Ashley Cole. E’ forse l’unica ciambella a cui, almeno per il momento, manca il buco. Sembra un po’ il rovescio della medaglia di Keita: tanto concreto, razionale, affidabile il centrocampista, quanto evanescente, distratto e inaffidabile il difensore. Tanto poco incisivo in attacco, quanto assai fragile nella fase difensiva. Un peccato. Continua la maledizione della fascia sinistra, visto che Cole ha avuto come predecessori José Angel e Balzaretti.
Tanto di cappello invece al Verona, che Mandorlini ha costruito a mo’ di fisarmonica: tutti indietro a edificare un muro inespugnabile; molti in avanti al momento di azionare il gioco offensivo. E non è un caso che De Sanctis, almeno nel primo tempo, abbia corso molti più rischi del giovanissimo dirimpettaio, il diciannovenne Gollini.
La Roma del secondo tempo è stata un’altra squadra, quella vera. C’era Gervinho in campo, ma questo non bisogna certo ricordarlo a Garcia…

Written by