Se Destro “pretende” il posto fisso, Garcia e la Società devono capire che ha ragione

garcia_destro“Garcia fa le sue scelte, a fine stagione le farò anch’io…”. Sembra quasi un ultimatum quello del centravanti all’allenatore, ma è opportuno di gettare un po’ di acqua e di sabbia sul fuoco. Al momento non sembra esserci il rischio che la fiammella diventi un incendio, ma sarà opportuno tenere la situazione sotto controllo. Ovviamente facciamo riferimento alle recenti dichiarazioni di Mattia Destro, che dopo la partita con il Cesena ha alzato il tono delle sue parole, pur mantenendo lo stile di sempre. Garcia, da parte sua, ha replicato con altrettanta cordialità: “Sarei sorpreso se qualche mio giocatore si dichiarasse soddisfatto perché gioca poco. Non lo convocherei nemmeno…”.
Bolla d’acqua? No. Ribadendo che il caso per ora non esiste, sarà opportuno che tecnico, società e giocatore analizzino la situazione attuale e quella in prospettiva. Ormai è chiaro che negli schemi di Garcia non c’è il posto fisso per l’attaccante. Per lui sembra essere già stato abolito l’articolo 18… Garcia ovviamente ha le sue ragioni, più che comprensibili, ma quelle di Destro sono altrettanto accettabili. Anzi, più che legittime. E’ solare il fatto che Mattia sarebbe titolare a tempo pieno in qualsiasi altra squadra, e non solo tra quelle del campionato italiano.
Qualche settimana fa avevamo scritto che Destro ha un solo difetto: segna troppi gol o, se preferite, segna sempre quando viene utilizzato dall’inizio. Per questo non è titolare (a tempo pieno) nella Roma e nella Nazionale. E se oggi dice che a fine stagione anche lui farà le sue scelte, bisogna assecondarlo e capire quali sono i progetti della Roma. Mattia ha compiuto 23 anni a Marzo, significa che puntare su di lui potrebbe significare avere un bomber di altissimo profilo per i prossimi dieci anni. E’ qualcosa di più di un buon giocatore. Non lo dimentichino i “cervelli” di Trigoria.

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