Garcia verso Napoli: “Spero sia soprattutto una festa per i tifosi”

garcia_benitezRudi Garcia parla alla vigilia di Napoli-Roma in conferenza stampa. Ecco le dichiarazioni integrali del tecnico giallorosso, trascritte fedelmente, parola per parola, ascoltando l’audio della conferenza.

Se Manolas non riuscisse a farcela, chi tra Keita e De Rossi ricoprirebbe il suo ruolo?
“Vedremo, c’è un allenamento oggi, speriamo possa giocare Manolas. Ma non dovesse farcela gli metterò un centrale al suo fianco”.

Per il contesto ambientale, è la trasferta più difficile?
“Sì, il Napoli è forte, in casa ancor di più. Io sono concentrato sul fatto di fare in modo che siamo operativi sul campo, perché sappiamo che sarà già abbastanza difficile. Andiamo con ambizione, faremo in modo di giocare una bella partita e tornare con un risultato positivo”.

E’ una partita delicata dal piano dell’ordine pubblico, si sente di dare un messaggio?
“Per me il calcio deve essere una festa, ci deve essere amicizia, rispetto degli altri colori. Il bello del calcio è che siamo riuniti intorno alla stessa passione, questo deve far riflettere, deve dare cose positive. Una famiglia non si deve fare scrupoli nel portare il bambino allo stadio. Domani, ma anche al ritorno, è una bella opportunità per mostrare che ognuno pensa positivo e con molto rispetto”.

Cosa si aspetta di bello dalla partita e qual è l’insidia tattica del match?
“La partita non è mai prevedibile, sappiamo che hanno qualità soprattutto offensiva. I numeri lo dimostrano. Hanno alcune difficoltà in difesa, poi c’è l’aspetto fisico più che altro. Quando due squadre come noi o come loro giocano ogni tre giorni c’è sempre un punto interrogativo. Abbiamo solo 3 giorni dall’ultima partita, quindi non sapremo chi sarà meglio dal punto di vista atletico. Dovremo essere al 100%, se c’è un calo dovremo approfottarne”.

L’anno scorso non andò bene in trasferta. Cosa ha imparato da questo?
“Abbiamo vinto le due in casa e perso le due al San Paolo. Dobbiamo dimostrare di essere migliorati anche con la rosa non al completo. L’anno scorso è l’anno scorso, quest’anno forse sarà differente. Quando inizia la stagione sappiamo che andare a Napoli è difficile, ma siamo primi, vuol dire che abbiamo fatto un inizio stagione corretto e che abbiamo dei parametri positivi per fare risultato anche a Napoli”.

Ha dubbi lì davanti? Destro?
“Le parole che dico ai miei giocatori restano nello spogliatoio. L’allenatore pensa sempre alla squadra, sono stato anche io giocatore e un giocatore pensa a se stesso”.

Napoli-Roma viene alla fine di un periodo in cui il calcio italiano è stato sottoposto a stress emotivo. Quando è arrivato in Italia si immaginava un contesto simile?
“Non sono io che posso dare consigli alle persone che devono occuparsi di questi problemi. Io posso parlare dei primi 16 mesi qui, o della Francia. Anche in Francia ci poniamo certi quesiti prima di portare i bambini allo stadio. Dobbiamo far sì che gli stadi siano sicuri e dare l’esempio”.

Anche a Torino non si sta vivendo un momento semplice. Allegri è già stato messo sotto torchio.
“Siamo ad un quarto del campionato, abbiamo già visto le forze del torneo, ma ci sono ancora tante partite. La classifica parla del momento attuale, ma non dice chi ha già vinto. Sarà un campionato differente dall’anno scorso. Dobbiamo solo fare in modo che non sia differente nei due primi posti. Sulle altre squadre penso siano forti e ci saranno punti persi per tutti”.

Ha sostituito Iturbe in una maniera atipica, mi è sembrato che durante la partita tendesse a scappare lontano facendo un gioco suo. Iturbe è un ragazzo che non ha capito cos’è la Roma o è solo un momento di difficoltà fisica?
“La seconda. Non sta abbastanza bene. Quando è tornato dall’infortunio ha avuto un calo fisico che non gli permette di giocare al 100% e di mostrare tutta la sua velocità. Ha giocato abbastanza, io ho sempre la stessa opinione su di lui. Ha capito il nostro gioco, ha fatto dei gol ma deve tornare al massimo, sapendo che quando c’è più spazio lui potrà esprimersi meglio”.

In questa sfida contro la Juve contano anche i dettagli. Dopo c’è un calendario un po’ più agevole per la Roma, che recupererà anche gli infortunati. Questo può fare la differenza?
“Spero che tornino già i giocatori in infermeria. Abbiamo ancora 3 partite per finire questa serie di 7, sono difficili, poi c’è la sosta e i nazionali andranno via. Sul calendario non posso mai dire se è facile o no, bisogna giocare gara per gara. Ora c’è solo il Napoli che arriva subito. Speriamo di non avere problemi al centro”.

Se la sente di dire che il modo in cui impiega Destro è il massimo di ciò che può dare al giocatore?
“Nella mia testa Mattia non è sotto gli altri. Ci sono però dei parametri da prendere in conto, non solo il suo profilo, bisogna vedere se si gioca in casa, contro chi si gioca, l’atteggiamento che si vuole avere. Poi scelgo se giocare con due punte centrali o con una sola. Con questi parametri faccio le mie scelte. Anche il fatto di mettere giocatori che giocano bene insieme è importante. Per il momento, finché ho i miei 7 attaccanti, ho la possibilità di scegliere. Le scelte si giudicano solo dal risultato finale”.

Ci voleva un risultato del genere dalla Juve?
“Sembrava che dopo la Champions lo spogliatoio fosse sotto terra, ma non era vero. Dopo l’aggancio alla Juve sembra che lo spogliatoio sia su una nuvola. Noi abbiamo sempre un atteggiamento misurato. Vogliamo dare tutto in campo per la prossima partita, finché i giocatori penseranno a questo sfrutteremo al meglio le qualità del gruppo. Loro vivono bene insieme, questo può essere un vantaggio importantissimo durante la stagione. Un gruppo così unito è sempre la base per fare buone partite”.

Tagliavento può vivere la partita con poca serenità?
“Ho sempre fiducia negli arbitri, è normale. Non è oggi che cambio atteggiamento. Dopo la gara si può dire qualcosa, speriamo non ci sia niente da dire”.
Fonte: romanews.eu

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