Il giocattolo giallorosso non si è rotto. E forse non è nemmeno ammaccato…

gervinhoLa squadra di Garcia o quella di Zeman? Il film di Roma-Inter è stato un inedito assoluto per la regìa del tecnico francese visto che il risultato ha mantenuto un andamento che può definirsi inusuale nel curriculum dell’allenatore. Brava e cinica in attacco, distratta e poco funzionale in difesa, con il centrocampo tanto efficace nel proporre l’offensiva quanto mal disposto nell’interdizione. Insomma, un cocktail di pregi e difetti, di certezze e contraddizioni come non eravamo più abituati.
E’ sicuramente ingeneroso parlare di un castello di sabbia, ma c’è chi lo aveva fatto, gufando in maniera imbarazzante. Dalla serata-incubo di Champions contro il Bayern Monaco la Roma per qualcuno ha perso la retta via, ha vagato senza mèta e anche quando è riuscita a portare a casa i tre punti in campionato, non ha tenuto lontana quell’onda che inevitabilmente rischiava di spazzare via il famoso castello. La risposta contro l’Inter è stata inequivocabile: il giocattolo non solo non si è rotto ma non sembra nemmeno troppo ammaccato…
Chi ha buona memoria ricorderà come fummo tra i primi a mettere in guardia sia Garcia che i suoi ottusi estimatori. Il tecnico aveva fatto miracoli nella passata stagione ma era chiamato ad un esame oltremodo difficile soprattutto in virtù di un piano di rafforzamento (Iturbe, Keita, Astori, Manolas, ecc.) universalmente riconosciuto. Scrivemmo a fine luglio, cioè in tempi non sospetti, che il francese avrebbe avuto mille problemi ogni settimana nella scelta della formazione da mandare in campo. E sapevamo che se i risultati non fossero stati esaltanti come quelli di un anno fa, ogni puntata della commedia avrebbe sollevato il tema dei rimpianti. Contro l’Inter in panchina c’erano De Rossi (?), Iturbe, Florenzi, Destro e ovviamente Strootman: non c’è tifoso che, legittimamente, non possa muovere appunti contestando questa o quella rinuncia. Il campo ha risposto e così dovrà essere da qui fino alla fine della stagione.
Non avremmo voluto aprire una parentesi con la Juventus a far da modello, ma non saremmo coerenti con noi stessi se non consigliassimo ai giallorossi (Garcia in testa!) di prendere ad esempio il carattere, la voglia di lottare, ma anche l’attenzione che la squadra bianconera dimostra di avere ogni settimana. Il finale del derby torinese somiglia tanto, forse troppo a quello vissuto al contrario dalla Roma a Mosca in Champions. Il gol di Pirlo è arrivato all’ultimo secondo, proprio come quello del Cska. Un’altra rete da maledire, ma sulla quale è doveroso soffermarsi: la Juventus in campionato ha vinto tutto, eppure ha ancora fame. I lupi non possono permettersi di sentirsi sazi, altrimenti rischiano di essere sbranati dalle …zebre.

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