Garcia, l’ex intoccabile I tifosi ora lo contestano

GARCIA ALLA VIGILIA DI PALERMO ROMA(fotoTedeschi)Da primo della classe a ultimo della fila. Colpa della sindrome da pareggio, di qualche dichiarazione che oggi pare maldestra (“Sono certo che vinceremo lo scudetto”, aveva detto dopo la sconfitta contro la Juve) e della voragine che si è creata tra i suoi sogni tricolori e la realtà dei fatti. Rudi Garcia, l’uomo dei miracoli della nuova Roma, è oggi ridotto a macchietta. Uno da cacciare, come suggerisce il #GarciaVattene apparso su twitter.
E’ una questione di pancia – quella che solitamente contraddistingue il popolo romanista – o di mal di pancia, di risultati mal digeriti, di uno scudetto che scivola via insieme alla Coppa Italia, già persa, alla Champions, andata, e all’Europa League, da rincorrere dopo l’1-1 dell’Olimpico contro il Feyenoord. Et voilà, monsieur, è già tempo di andarsene. La Roma, Sabatini in testa, continua a considerarlo inamovibile. Ma i romanisti, una parte dei romanisti se non altro, gli hanno già chiesto conto di questo crollo ed emesso il verdetto: condannato, senza attenuanti.

Insomma, a Roma si erano abituati bene e non hanno alcuna intenzione di osservare in silenzio la nave che affonda. Per chiarirsi: già non hanno gradito l’addio precoce alla corsa scudetto. Figurarsi se possono accontentarsi di salvare un secondo posto che oggi più che mai è a forte rischio. Fatto sta che tra la Juve, lunedì, e il Feyenoord, giovedì, anche l’intoccabile Garcia rischia di essere messo in discussione. Il popolo giallorosso è in fermento: guai ad alimentare la fiamma del malcontento con altre due delusioni cocenti. (da SportMediaset)

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