Pallotta a caccia di soci. Offre lo stadio a Disney e Coca Cola…

pallottada Il Corriere dello Sport – L’elegante albergo milanese non passerà alla storia perché ci ha tenuto un seminario James Pallotta. Continuerà a essere citato come luogo della morte di Giuseppe Verdi. Pallotta però pur non essendo un artista geniale è conosciuto e riconosciuto in America maestro dei fondi d’investimento. La Camera di Commercio Statunitense in Italia lo ha invitato a presiedere quello che loro chiamano Power Breakfast – cioè un incontro tra operatori dell’economia e dell’industria in cui si discute e si fanno scorte di proteine per la giornata – per quel motivo e perché da quando è proprietario della Roma fa da uno dei numerosi ponti tra le due maggiori realtà affaristiche mondiali, gli Stati Uniti e l’Europa, in attesa che la Cina riesca a stritolare tutti sotto il peso del numero.

OFFERTA – Sono andati ad ascoltarlo molti e scelti: oltre al console statunitense a Milano, Philip Reeker, rappresentanti dei vertici di Coca- Cola Italia, Ibm Italia, Carlsberg Italia, Walt Disney Italia, Brooks Brothers, United Venture, Ups Italia, Dhl Express Italy, Banca Popolare di Milano, Italtel, American Express, Amway Italia. Lui è stato chiaro: cerca finanziatori e li cerca dovunque, tra gli autotrasportatori e tra gli intrattenitori, tra i consulenti finanziari e tra i gestori di carte di credito. Purché siano giganteschi. Gli servono soprattutto per finanziare la costruzione dello stadio con il contorno di opere pubbliche e aree commerciali. Un’impresa da almeno 700 milioni di euro, forse anche un miliardo.

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