Europa League, finalmente un grande successo: la Roma vince in casa del Feyenoord (2-1, Ljaijc-Gervinho gol)

di PAOLO MARCACCI – Pioggia atlantica, che arriva di traverso sul “Feyenoord Stadion”, come di traverso – forse più che all’andata – sono andate le ore di vigilia ai tifosi giallorossi giunti e quasi sequestrati a Rotterdam.
Fuori Nainggolan: la sorpresa di Garcia, inattesa quanto l’utilizzo di Pjanic dal primo minuto.
Sin dal fischio del francese Turpin, gli uomini di Rutten pressano e aggrediscono – con mezzi più o meno leciti – ogni cosa che si muova e ogni passaggio che si possa minimamente prevedere. Kazim Richards già nei primi due minuti si materializza dalle parti di Skorupsky.

Roma nel guscio, in un primo quarto d’ora in cui appare sia schiacciata che imprecisa nei disimpegni.

Minuto quindici: per la prima volta è romanista il pressing, nella tre quarti olandese; El Ahmadi si addormenta palla al piede, durante uno scambio con Van Beek e Pjanic lo aggredisce, servendo Totti: pallonetto sontuoso, con Vermeer fuori causa, fuori misura per una goccia di pioggia.
Tre minuti dopo, con il Feyenoord che ha accusato il colpo, punizione per la Roma sul settore di centro-sinistra, ai venti metri.
Il Capitano chiede la palla coi giri contati e batte di mezzo esterno, con traiettoria che fischia e proietta schegge di palo sul fondo.

Rotterdam scopre la paura.

Ma i rovesciamenti di fronte sembrano far parte del copione, perché può avere conseguenze disastrose una palla persa da Pjanic sulla tre quarti giallorossa, con Toornstra che ne approfitta e arriva alla battuta di interno destro, a rientrare: si distende Skorupsky, tra gocce nebulizzate dal suo volo.

Si litiga, si lavora di gomito ( De Rossi su Kazim Richards), ci si insulta ( sempre Kazim con Yanga Mbiwa).

È importante, ove possibile, non far ragionare Clasie, che fa partire ogni ingranaggio del Feyenoord.

Minuto ventisette, prima ipotetica svolta della gara, potenzialmente importante: si interrompe di botto la corsa di Kazim, che finisce a terra toccandosi la coscia e urlando alla luna.
Scuote il bianco capoccione Rutten, che prepara e lancia Te Vrede.
Minuto trenta, giallo per Torosidis.
Cercasi ancora Gervinho, presente finora – in maniera infruttuosa – solo in un corridoio inventato da Totti, il quale inventa anche un sentiero per Ljajic nel settore sinistro dell’area di rigore, al minuto trentadue: il serbo manca la sfera.

Roma alta, che aggredisce dove Bouhlarouz e compagni prestano il fianco.
Giallorossi alla ricerca della svolta, Feyenoord che non può permettersi di camminare sul filo dello zero a zero.
Toornstra agogna le articolazioni di Pjanic.
Minuto trentasette, gran palla di Holebas da sinistra, con Keita che non si coordina bene sul colpo di testa; la palla resta nel cuore dell’area e Pjanic batte rasoterra, quasi a botta sicura: respinto, fino ai piedi di Totti che mette a lato di poco.

Subito dopo, una parte dello stadio si aggiudica il Nobel dell’idiozia, con Gervinho che viene fatto oggetto di discriminazione razziale in vari modi, sui quali non ci soffermeremo, volutamente. Ci basti ricordare che i Boeri erano proprio olandesi.
Giallo per Clasie, nel frattempo.

Si scambiano la fascia Ljajic e lo stesso Gervinho, più di una volta.

Minuto quarantatré: Holebas, fonte di gioco, riceve un retropassaggio di Ljajic e arcua una traiettoria sul secondo palo dove arriva De Rossi, decentrato ma pericoloso. Altra occasione romanista.
I minuti regolamentari si chiudono con Keita colpito duramente da El Ahmadi.
Quattro di recupero, Roma in avanti: palla di Torosidis da destra, arco di traiettoria nell’area piccola, Ljajic si presenta con un sinistro di velluto asciutto nonostante la pioggia: lo zero a uno scrive la sua scia verso il palo alla sinistra di Vermeer, mandando ai matti i tanti idioti del Feyenoord Stadion.
Giallo per Pjanic, nel parapiglia dell’esultanza sotto il settore dei dementi. Gervinho ha un sorriso d’avorio.

Il secondo tempo nasce sotto una pioggia ancora più fitta; sarà ancora battaglia, con spazi diversi.
Dopo un minuto e mezzo, Yanga Mbiwa si fa ingannare da un rimbalzo su cui Toornstra potrebbe entrare come un coltello nel burro, anche perché Skorupsky non accenna l’uscita. Si alza subito la bandierina di Fautrel, provvidenziale. Ma non doveva e non deve accadere.
Minuto cinquantuno: ragnatela di passaggi romanisti fino al cuore dell’area, azione magnifica, non conclusa.
Minuto cinquantaquattro: Manolas approfitta di uno stop di Te Vrede da terza categoria, prova ad involarsi e viene steso dal frigorifero olandese. Turpin è nei pressi: rosso diretto, anche eccessivo, Feyenoord in dieci.

Sul podio dell’inciviltà, i fans del Feyenoord inventano sempre un gradino in più sul quale salire: piovono oggetti sulla panchina romanista, poi anche addosso all’arbitro, che sospende la gara al minuto cinquantacinque.

Dieci minuti di sospensione. Esplode un petardo nel brusio.

Tornano in campo le squadre, il Feyenoord presenta il nuovo entrato Manu, fuori Bouhlarouz, già acciaccato alla vigilia. Anzi, per qualche minuto entra solo lui.

Le squadre tornano in campo per riprendere confidenza col terreno; Turpin ammonisce tutti: al primo oggetto che cade sul terreno, finisce qua.

Si ricomincia con Keita che batte la punizione per il fallo su Manolas; dopo un minuto accade l’incredibile (non per la storia della Roma): lancio di Manolas da destra, a centrocampo bucano Totti e Keita, El Ahmadi trova il corridoio per far partire Manu, De Rossi e compagni presi in controtempo, Skorupsky non esce, non subito, il nuovo entrato fa uno a uno.
Bolgia, espulso il secondo portiere del Feyenoord Mulder.

Minuto sessanta: Pjanic fa viaggiare Torosidis lungo l’out destro, il greco crossa basso a orologeria, coi giri della sfera che raggiungono Gervinho, scavalcando la linea difensiva biancorossa: goal, sotto il settore romanista. Bolgia è dire poco.
Agli antipodi dell’area dove è festa, Skorupsky si vede piovere addosso di tutto. Di tutto.
Clasie deve far ragionare stadio e compagni, ora, quando gode di spazi eccessivi può anche riuscirci.
Minuto sessantasette: occasione per Ljajic con Vermeer bravo in uscita, dopo che il serbo era stato ben innescato da Gervinho; rovesciamento di fronte e occasione per Manu, come un lampo nel vuoto della metà campo giallorossa, al quale Skorupsky stavolta è bravo a murare il tiro quasi al limite dell’area.
Sofferenza eccessiva, per gli uomini di Garcia, Feyenoord tutt’altro che rassegnato.

Minuto settantatre: doppio cambio romanista. Iturbe (!) e Nainggolan a puntellare una squadra che comincia a cedere terreno e occasioni, anche a difesa schierata, come accade ancora con Manu. Fuori Ljajic e Pjanic.
Minuto settantasei, Skoruspsky in uscita comoda e protetta da Manolas su incursione di El Ahmadi. Alto il pressing della Roma, pilotato ora da Nainggolan; attento il Feyenoord a cogliere l’attimo
Per la verticalizzazione, nonostante l’uomo in meno.
Holebas, dalla distanza, pizzica i guanti di Vermeer.
Subito “carezze” per Iturbe, che ha bruciato tempi e previsioni per il ritorno all’agonismo.

Piove sulle chiome bionde e sui grugni ostili, nel frattempo.

Gervinho resta sempre sul limite dello scatto che possa uccidere la gara, quando al minuto ottantadue Totti cede il posto a Paredes. Sorrisi in panchina, lancette che girano.
Rutten butta dentro anche Achabaar, per gli ultimi assalti, quando Skorupsky deve schiaffeggiare coi guanti una punizione di Toornstra oltre la traversa.
Mai domo il Feyenoord, gliene va dato atto.
Occasione per Manu, ancora, su una palla persa da De Rossi nel cuore dell’area.
Minuto ottantotto: Paredes entra a forbice su Toornstra – il migliore dei suoi – e in molti pensano che il colore del cartellino di Turpin debba essere rosso. Solo giallo, lo stadio maledice il direttore di gara fino alle generazioni future.
I biancorossi continuano a mettere tutto ciò che hanno e che resta, quando scocca il novantesimo e il tempo si allunga di altri tre minuti.
Ancora Manu, su appoggio di testa di El Ahmadi, ancora Skoorupsky.

La Roma concede qualcosa di troppo.
Canta il settore romanista.
Si tiene palla ora, si punta a spezzare il gioco, a spezzare tutto. Feyenoord a capo chino, soltanto ora.
È finita: la Roma completa la bella notte del calcio italiano.
L’Europa League prosegue, Rotterdam finisce qua.
Feyenoord Rotterdam vs AS Roma

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