De Rossi, la cicatrice resta. E adesso l’addio è più vicino

DEROSSIda La Gazzetta dello Sport – Un gol può bastare? In tante storie d’amore declinate nel calcio, capita che la prodezza riannodi fili spezzati. L’impressione è che, per il momento, questa magia fra Daniele De Rossi e la Roma non sia ancora avvenuta. D’altronde, calcisticamente parlando, la Capitale è una città difficile. Basti pensare che – proprio nel giorno in cui Mark Pannes, braccio destro di James Pallotta sbarca a Roma per affrontare il tema nuovo stadio (che rischia rallentamenti) – persino il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri, da tifoso giallorosso insoddisfatto trova il tempo per prendere in giro il presidente della Roma, dicendo a Radio Rai: “La situazione non si capisce, abbiamo trovato gli americani sbagliati. Ci hanno mandato uno che si chiama Pallotta, uno che ha un nome che potrebbe essere quello di una periferia di Roma”.
Con queste premesse, che fotografano un po’ le esigenze della piazza, è comprensibile come De Rossi, a Cesena capitano di giornata, domenica sia stato una sorta di primus inter pares nella scelta della squadra di non andare a omaggiare quei tifosi in trasferta, che hanno continuato a cantare “mercenari, tifiamo solo la maglia”.

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