Pace fatta tra l’arbitro Rocchi e la Roma: ma non doveva chiedere scusa…?

Ciao Ragazzi!
Ho letto sul Corriere dello Sport che la Roma ha fatto pace con l’arbitro Rocchi, dopo mesi dalla nefasta trasferta di Torino contro la Juventus. Mi chiedo e vi chiedo: era il caso di farlo? Non avrebbe dovuto essere l’arbitro toscano a scusarsi con la Roma?
Un abbraccio a tutti: forza Ragazzi teniamo lontana quell’aquilaccia maledetta!!!
Giovanni Lo Giudice – Montagnola Eur (Roma)
Caro Giovanni,
la notizia è stata data dal Corriere dello Sport (e in calce riproponiamo quanto pubblicato sul sito del quotidiano sportivo) e ovviamente corrisponde a verità. Quanto alle scuse, lasciamo perdere: qualche “capo” di Rocchi è ancora convinto che l’arbitro non sbagliò…
Ecco il testo dell’articolo.
Diciamo così: in forma privata (e non solo) qualcosa era già successo. Ma ieri cinque minuti di colloquio tra l’arbitro Gianluca Rocchi da Firenze e il direttore generale della Roma Mauro Baldissoni, hanno sancito una pace pubblica. Strascichi non erano rimasti, se non in quel reiterare dialettico di Rudi Garcia fino alla sfida di ritorno, ma è inevitabile che il 5 ottobre del 2014, al netto delle polemiche e degli errori di quello Juventus-Roma (se può esserci un netto quando la posta in palio è tanto alta) ha offerto, al di là delle polemiche, anche un piano di riflessione sulla fragilità mentale della squadra giallorossa, rimasta ancorata psicologicamente a quei torti, come allo sprofondo Champions contro il Bayern in casa. La cornice è quella dell’Hotel Hilton all’aeroporto di Fiumicino, dove sta per cominciare l’incontro tra arbitri, tecnici e calciatori. La Roma è arrivata in larga rappresentanza: ci sono il dg Baldissoni, il tecnico Garcia e Morgan De Sanctis oltre al dirigente Tonino Tempestilli. Arriva Rocchi, il dg Baldissoni lo vede, tutto accade naturalmente anche se qualcosa fa pensare che i due inconsapevolmente si cerchino. E’ un altro di quei colloqui che si svolgono come se attorno ci fossero le pareuntitledti di una stanza, ma intorno invece, c’è mezzo mondo del calcio italiano. Si parte soft, poi mezzi sorrisi, cordialità, sorrisi pieni, i volti si distendono, tra un «mi dispiace» e un «anche a me», un «ho capito» e un «abbiamo capito».

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