Contro il Sassuolo la “vecchia” Roma: tre gol e tante buone speranze…

 

di PAOLO MARCACCI – Stavolta Doumbia è stato costretto a forzarlo, il riscaldamento: cede il ginocchio (o la schiena?) di Keita a un niente dal fischio d’inizio del “Mapei Stadium”, il quattro – tre – tre diventa una scelta obbligata. Soprattutto se, a prescindere, si rinuncia a Francesco Totti; dall’inizio perlomeno.
Incerottata la caviglia di Pjanic, si può partire. Ibarbo, come spesso gli capita, catalizza le entrate degli avversari non appena accenna lo scatto, sin dai primi minuti di gara.
Minuto sei, dopo qualche sussulto offensivo romanista: Pjanic dal settore destro della tre quarti spedisce in mezzo un pallone coi giri contati, Doumbia impatta di testa, forte ma centrale; va consigli con le due mani ma la sfera non viene respinta, soltanto rimpallata sotto la traversa, dove si materializza il vantaggio giallorosso. L’oggetto è un po’ meno misterioso, la Roma tutta se lo abbraccia incredula.
Seguono fasi di gioco dove il lancio lungo, soprattutto con palla a Florenzi, la fa da padrone nello spartito romanista, anche per la superiorità numerica dei neroverdi sulla linea mediana.
Al quarto d’ora, combinazione Taider – Floro Flores sul settore destro per il Sassuolo, sbroglia Pjanic, tempista nel leggere il fraseggio.
Sinistro rasoterra di Torosidis a lato, al minuto venti. Ibarbo, nel frattempo, continua a invocare il lancio in profondità, per poter partire sul settore destro.
Minuto ventidue, punizione a giro di Pjanic dai venticinque metri, per fallo su De Rossi: Consigli si oppone con le due mani, per rischiare il minimo sindacale.
Minuto ventisette, Florenzi da destra parte, si accentra parzialmente in dribbling, poi lascia partire un terra – aria in diagonale che i guanti di Consigli possono solo applaudire, quando è già zero a due.
Subito dopo la mezz’ora, piovono i cartellini del prode Mazzoleni sulla Roma: Ibarbo e De Rossi, fallo di mano (dubbio) e entrata a forbice da terra. Risparmiabili entrambi.
Fasce invertite tra Ibarbo e Gervinho, nel frattempo.
Sussulti di Floccari e compagni, a ridosso del quarantesimo, con il colpo di testa di Floro Flores su cross da sinistra: palla sul fondo e cartellino giallo per Astori, solo per aver lamentato il fallo di mano dell’avversario o per un fallo nell’azione precedente? Bah…
Non sta bene Florenzi, da qualche minuto, De Rossi a brutto muso lo segnala alla panchina.
Intanto, piove.
Col Sassuolo che ha messo la testolina fuori dal guscio, finisce il tempo, con Florenzi che è rimasto in campo, anche con un sussulto rappresentato da uno scatto verso il fondo.

 

Torna in campo la stessa Roma, Florenzi compreso, dopo l’intervallo; idem il Sassuolo.
Al minuto quarantasei, ripartenza orchestrata da Gervinho, da Gervinho vanificata, dopo l’ingresso in area da destra. Nel corso della stessa azione, finisce a terra Pjanic, toccato duro alla caviglia, dopo un’entrata di Brighi in scivolata.
Si scalda Keita, nel frattempo. Chi ci capisce è bravo.
Se ne dicono più di qualcuna, Torosidis e Acerbi, mentre Nainggolan continua a correre.
Minuto cinquantatre, Di Francesco spedisce in campo Zaza, in luogo di Acerbi. Due minuti dopo, giallo per Cannavaro, che era in diffida, per aver stoppato l’azione con un braccio. Poi è Acerbi a salire, letteralmente, su Florenzi, travolto.
Minuto cinquantanove, lancio morbido a scavalcare la (colpevole) difesa della Roma e Zaza, nel cuore dell’area, batte di sinistro in acrobazia: d’istinto e d’esperienza risponde De Sanctis, schiaffeggiando al di là del palo alla sua sinistra. Centrale, al minuto sessantaquattro, il colpo di testa di Sansone, dopo un’azione neroverde germogliata da un errore di De Rossi in fase di appoggio per vie orizzontali. Il Sassuolo continua a buttar palla in mezzo. Al sessantottesimo, un esausto Doumbia cede il posto a Yanga Mbiwa, nella Roma. Si ridispongono gli uomini di Garcia.
Lampi di Gervinho, attorno al settantesimo.
Minuto settantadue, Lazarevic per Floro Flores, nel Sassuolo Di Francesco cerca freschezza per l’arrembaggio.
Un minuto dopo, Gervinho old style, nel bene e nel male, per la terza segnatura romanista: fuga sulla destra in posizione regolare, ghirigori in area, forse eccessivi, nello spazio stretto ma palla che arriva a Pjanic, al limite dell’area piccola, col missile sotto la traversa che sigilla la partita.
Al settantasettesimo, Biondini per Brighi, nel Sassuolo. Non cambia il quadro tattico.

 

Canta la Roma, di mille anime, sugli spalti del “Mapei Stadium”.

 

Keita per Florenzi, al minuto ottanta.
Slalom di Sansone in area, da sinistra, al minuto ottantatre; Nainggolan è ovunque: moto perpetuo e anticipi a ripetizione.
Ottantaseiesimo, Iturbe per Pjanic. Gli ultimi minuti sono un torello ad ampio spettro, inframmezzato dalla neroverde frustrazione.
C’è tempo ancora per un sinistro di Iturbe, alzato in angolo da Consigli, dopo triangolo con Ibarbo dal limite.
Due di recupero, al termine dei quali trilla serafico Mazzoleni.

 

Tornano i tre punti, resta la corsa.
Eppur si muove.

doumbia

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