L’ultimo atto fa vergognare, complici il Mister romanista e il quintetto arbitrale

E’ finita nel peggiore dei modi, una sconfitta tanto indolore per la classifica quanto offensiva per mancanza di rispetto. Una battuta d’arresto che va divisa in parti eguali tra Garcia e l’indefinibile team arbitrale. Del Mister diremo tra un attimo, quanto a Nasca e i suoi compari c’è solo da dire che si dovrebbe radiarli subito visto che hanno combinato tanti di quei disastri che in altri tempi, cioè afronte di partite più decisive per la classifica, potrebbero innescare qualcosa di pericoloso. Ma prima di passare alle cose infauste in casa giallorossa, va sottolineato che il Palermo si è meritato i tre punti a prescindere dai regali del quintetto vestito di nero.
La formazione mandata in campo per la passerella finale sembrava una sorta di provocazione. Inaccettabile. Non è assemblando in un solo colpo tutti quei giocatori che per un’intera stagione hanno collezionato solo panchine e posti in tribuna che si dà modo di emergere, di mandare almeno un segnale positivo. Balzaretti con Spolli, Paredes con Ucan, Ljajic con Doumbia, nemmeno un allenatore “alticcio” avrebbe proposto un’accozzaglia simile e non può diventare un alibi il fatto che si trattasse di un match palesemente privo di significato. C’è sempre qualcosa di molto alto che bisogna tenere a mente: il rispetto per i tifosi. Garcia se n’è dimenticato e forse chi lo vuole un po’ fuori giri non sbaglia, sarà opportuno che qualcuno (ma chi? a Trigoria non esistono teste pensanti ma solo nullapotenti) verifichi lo stato mentale del Mister in modo da poter valutare quanto sia rischioso confermarlo o, rovesciando la medaglia, salutarlo in anticipo rispetto al contratto.
Intanto è finita, e non ci dispiace vedere il sipario calare. Avevamo esaurito la pazienza. Nemmeno l’ennesimo gioiello del Capitano ci consola…

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